IWBank, che ben conosciamo per la sua offerta di servizi finanziari e bancari online, e Mondial Assistance, compagnia che lavora nel comparto assistenza e assicurazione viaggi hanno iniziato una partnership per fornire ai correntisti della prima una gamma completa di prodotti assicurativi.
Se si è titolari di un conto IWBANK si possono stipulare a condizioni convenienti le polizze viaggi online del catalogo dei Mondial Assistance. Le polizze viaggio sono in grado di soddisfare qualsiasi necessità e sono studiate su profili diversi. Alcuni esempi sono “MondialCare” che garantisce assistenza 24 ore su 24 e rimborso spese per chi viaggia in Italia e all’estero; “Mondial AllInclusive” che copre i rischi di smarrimento o furto del bagaglio e l’annullamento del viaggio; “MondialSkiWeekend” pensato per le vacanze in montagna; “MondialBusiness” con le tutele necessarie a chi viaggia per lavoro. Sarà possibile sottoscrivere la polizza direttamente dal sito IWBank pagando con Carta di credito.
L’obbligo per le imprese assicurative, in vigore dal 2003, di fornire preventivi personalizzati ai consumatori sui siti internet e nelle filiali subirà un cambiamento orientato ancora una volta alla soddisfazione del consumatore. Entro la fine dell’anno verrà inaugurato un nuovo portale web Rc auto, che grazie ad un programma informatico permetterà all’utente, una volta inseriti i dati personali per identificarne il profilo, di ricevere specifici preventivi Rc-auto di tutte le compagnie assicurative calcolati in base alle proprie esigenze. Il portale sarà collegato in tempo reale con i siti internet del ministero dello Sviluppo Economico e dell’Isvap. Chiamato anche preventivatore unico è uno strumento che accresce la trasparenza dell’offerta e permette al cliente di avere un quadro completo delle proposte del mercato senza dover perdere troppo tempo a cercare e visionare una per una tutte le offerte delle compagnie assicurative.
E per finire con la vendita di titoli di Stato annunciata dal ministero del Tesoro oggi si è tenuta anche l’asta dei Cct. La Banca d’Italia ha comunicato che la domanda dei certificati di credito con scadenza 1° settembre 2015 è andata ben oltre la disponibilità reale; contro una domanda di 1,46 miliardi i titoli messi all’asta erano di un controvalore di 0,86 miliardi di euro. Se il prezzo di aggiudicazione, di 97,26, è risultato più basso rispetto al precedente di 98,87 per quanto riguarda il rendimento si è assistito a un fenomeno in linea con quello dei Bot battuti all’asta due giorni fa. In discesa libera il tasso, dal 4,8% scorso al 3,79% e parliamo sempre di rendimenti lordi. Insomma la sicurezza di investimento in questo periodo di crisi si accompagna a guadagni molto bassi; dall’enorme numero di richieste sembra che questo dato però non preoccupi gli investitori desiderosi solo di una soluzione garantita in cui trovare rifugio.
Solo ieri abbiamo parlato di come il mercato del credito si stia adeguando alle nuove tipologie di contratti precari sempre più diffuse tra i giovani. E se fino a poco tempo fa ottenere un prestito personale era impossibile figuriamoci accendere un mutuo! Con grosso disagio di chi avrebbe comunque voluto comprare una casa anche senza un contratto a tempo determinato. Non dimentichiamoci che molti precari hanno anche entrate consistenti con cui fare tranquillamente fronte all’acquisto di un’abitazione. Per i professionisti con un contratto a termine o a progetto Unicredit – Banca di Roma (www.bancaroma.it) ha creato Mutuo Progetto Lavoro. Per acquistare la prima casa si possono chiedere da 50.000 a 200.000 euro, senza bisogno di un garante. Il mutuo può avere una durata fino a 30 anni, con rimborso mensile e la possibilità di scegliere fra tasso fisso o variabile. Per usufruire di Mutuo Progetto Lavoro è però prevista l’adesione a una polizza assicurativa a copertura del rischio di insolvenza del creditore.
Una recente indagine di Demoskopea ha decretato che la casa è vista come bene rifugio dal 45% degli italiani. A rinforzare questi dati arriva una notizia dell’ultima ora dal nord est lombardo. Da metà settembre a oggi, nelle province di Milano e Varese, l’investimento nell’acquisto di case è cresciuto del 150% Se prima della crisi dei mercati finanziari gli investitori rappresentavano il 9% degli acquirenti di immobili ad uso abitativo ora sono diventati ben il 23%. Questo è dovuto sia alla paura di perdere il denaro nelle speculazioni finanziarie ma anche in buona parte all’iniziativa di una grande società di costruzioni della zona, la Erif Real Estate (www.investimento-immobiliare.it), che ha lanciato una campagna dal titolo “Investimento in borsa? No, grazie. Io mi fido del mattone” conquistandosi la fiducia di molti risparmiatori che hanno ritirato tutti i risparmi dalle banche per acquistare immobili venduti dalla società.
Che l’interesse di chi sta per stipulare un mutuo si sposti verso il tasso fisso non sorprenderà forse nessuno in un momento in cui l’impennata di quelli variabili ha creato più di qualche problema nel far fronte alla rata mensile per l’acquisto della casa. Ben più sorprendenti sono invece cifre e percentuali che descrivono l’andamento degli ultimi anni. Dei mutui erogati tra il 2004 e il 2007 ben l’80% del totale sono stati a tasso variabile. Ma se al momento della sottoscrizione i tassi stavano intorno al 3,99% negli ultimi mesi sono arrivati al 5,89%; quasi due punti percentuali in più che hanno avuto ricadute catastrofiche sulle tasche dei cittadini. Anche il tasso medio fisso è salito, ma dal 5,13% al 5,87%, fermandosi quindi alla stessa percentuale di quello variabile. Ora è vero che con la discesa dell’euribor si prevede una stabile diminuzione dei tassi variabili, ma non si può dare torto a tutte le famiglie che preferiscono affrontare una spesa anche maggiore ma stabile nel tempo piuttosto che affidarsi a un risparmio illusorio e soprattutto a rischio.
Avevamo dato notizia la settimana scorsa dell’asta dei Bot che ci sarebbe stata oggi 28 ottobre. Come da previsioni della vigilia la richiesta è stata pari quasi al doppio dell’offerta (10,5 miliardi contro una richiesta di 17,5 miliardi), segnale che i timori legati al mercato son lungi dal passare e che gli investitori preferiscono non rischiare e investire i propri soldi in titoli sicuri. Ma la conseguenza di quella che abbiamo definito come una corsa ai Bot insieme al calmieramento del costo del denaro perseguito dalle banche europee è un calo progressivo dei rendimenti. I Buoni semestrali messi all’asta oggi avevano un rendimento lordo semplice del 2,92%, cioè una diminuzione percentuale di 1,321 punti; non erano così bassi dall’aprile 2006. I Bot a tre mesi hanno invece registrato un rialzo del rendimento di 70 centesimi fino al 3,046% e anche per loro la richiesta è stata di quasi 5 miliardi di euro a fronte dei 2,5 assegnati. In forte calo anche il rendimento della terza tranche dei Ctz con scadenza 30 settembre 2009: la flessione registrata è di 0,813 punti, ai minimi dal settembre 2006.
Con l’arrivo nella nostra legislazione di nuove forme di contratto diverse da quelle a tempo indeterminato e soggette a estrema flessibilità e intermittenza, si era creata una grossa frattura nel modo dei consumatori: coloro che potevano rivolgersi al mercato del credito e quelli che invece ne restavano esclusi perché carenti delle necessarie garanzie. Che in una società in cui i contratti a progetto o occasionali sono sempre più diffusi si restasse ancorati ai vecchi criteri per valutare le richieste di finanziamenti ci sembrava già assurdo da molto e fortunatamente negli ultimi tempi abbiamo assistito al lento ma progressivo adattarsi dell’offerta delle banche a questi mutamenti strutturali. Oggi infatti è possibile chiedere ed ottenere un prestito anche per chi non ha una busta paga a tempo indeterminato. Sono stati istituiti dei fondi di garanzia, finanziati da regione, provincie o comuni in accordo con alcune banche, per garantire i finanziamenti dei lavoratori precari. Grazie a questa sicurezza le banche possono aprirsi in tranquillità e concedere anche ai soggetti più a rischio delle condizioni vantaggiose e concorrenziali.
Seguiamo sempre con apprensione le sorti dell’Euribor, il tasso interbancario alle cui sorti sono legati gli interessi dei mutui. Dopo la grande paura e le prime timide diminuzioni oggi è arrivato ai livelli di maggio. Un grande traguardo raggiunto solo grazie alla pervicacia con cui le banche centrali, sia europea che di tutti gli stati membri, hanno voluto a tutti i costi far scendere il costo del denaro in modo che la crisi dei mercati non avesse forti ripercussioni sull’economia reale. Vediamo le nuove percentuali secondo i dati della European Banking Federation: l’Euribor sulla scadenza tre mesi è sceso di 5 punti base, dal 4,91% al 4,86%, l’ Euribor a un mese è sceso di 5 punti base al 4,53%, mentre quello a una settimana è sceso dal 3,93% al 3,91%. In ridimensionamento dal 4,964% al 4,930% anche la scadenza a sei mesi, che all’inizio del mese aveva raggiunto i massimi degli ultimi 14 anni. Prime avvisaglie di ritorno alla normalità dunque, che però i mercati raccolgono con difficoltà data la scarsa fiducia che ancora serpeggia tra gli investitori. Staremo a vedere quel che succede nelle prossime settimane.
C’è da registrare un fenomeno in parte prevedibile ma che apre comunque una nuova era nel mercato del credito. In questi giorni in cui si continua a parlare di crisi finanziaria e di instabilità delle banche il sito si Zopa (www.zopa.it), uno dei due operatori del prestito tra privati in Italia, è stato letteralmente sommerso di visite e di nuove iscrizioni, queste ultime con un incremento addirittura del 65%! Internet quindi come veicolo per accedere a prestiti e finanziamenti a un tasso migliore e senza strettoie burocratiche. E con soddisfazione di entrambe le parti! Perché se per un piccolo prestito sui 5.000 euro una banca ci chiede più del 16%, tramite il circuito del social lending possiamo godere di tassi ben più favorevoli (dall’8% a massimo l’11%) che rappresentano anche degli ottimi tassi di rendimento per chi ha del denaro da prestare. I prestiti che si sono fatti direttamente online è pari a 3.350.730 euro, una cifra che inizia ad essere rilevante.