Vi abbiamo parlato nei giorni scorsi della sospensione delle attività di prestito di Zopa a causa di un presunto vizio di forma segnalato dalla Banca d’Italia. Ora alla vicenda si va ad aggiungere il rifiuto del ricorso presentato dall’azienda in cui si richiedeva di poter riprendere le attività in attesa del giudizio; nell’ordinanza il Consiglio di Stato scrive nelle motivazioni del diniego che non sussistono i presupposti per accogliere l’appello. Un bel problema dato che i nuovi prestiti sono fermi già da luglio e che le domande invece sono tante. Purtroppo i tempi sembrano destinati ad allungarsi e non di poco, probabilmente favorendo un passaggio dei potenziali clienti Zopa alla sua diretta concorrente Boober, che sembra per il momento con tutte le carte in regola per poter continuare a fare da intermediario nel credito tra privati, meglio noto anche come social lending. Dalla direzione di Zopa però segnalano che nella stessa ordinanza si possono ravvisare degli spiragli per il futuro, dato che il Consiglio di Stato ha specificato che le questioni poste dalla parte in causa richiedono un approfondimento in sede processuale. Non un rigettare completamente gli argomenti della controparte quindi, ma probabilmente un periodo in cui bisognerà studiare approfonditamente la normativa informandosi anche su analoghe esperienze in altri paesi della Comunità Europea.
11 September 2009
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