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5 May 2010

RCauto: con i preventivi online si arriva a risparmiare oltre il 50%

Categoria: Assicurazioni — Tags: , , , , — Riccardo @ 11:00

rcautoLe compagnie assicurative spesso applicano tariffe inaccessibili o arrivano a chiudere le agenzie nei luoghi più a rischio. Lo hanno già da tempo denunciato gli agenti assicurativi, ma la vicenda ritorna d’attualità di fronte ai nuovi rincari previsti dall’Ania. L’assicurazione obbligatoria è diventata in alcune zone d’Italia un lusso, con tariffe proibitive proprio laddove i redditi medi sono più bassi. E anche internet non aiuta visto che anche le tariffe proposte dalle compagnie dirette, come evidenziato nella tabella in pagina, sono quasi inaccessibili nelle aree dove l’incidenza dei sinistri e delle frodi sale alle stelle.
Se si confrontano infatti le migliori condizioni ottenibili a Milano con quelle proposte via web a un guidatore di Napoli, con le medesime caratteristiche, si scopre che il premio richiesto al sud triplica: 297 euro del capoluogo lombardo, contro gli 847 di quello partenopeo. Il conto sale ulteriormente se si confrontano le cinque migliori offerte ricevute da 6Sicuro ,
lo storico broker online, con tutte quelle ottenute del preventivatore Isvap dove a un cittadino con le medesime caratteristiche, residente a Napoli, ci sono compagnie, come Dialogo (gruppo Fonsai), che per la sola Rc Auto obbligatoria arriva a chiedere 4.664 euro. Cifre che chiaramente sono costruite per disincentivare gli automobilisti dallo stipulare il contratto. Pur di non espandere la propria attività in territori sgraditi, le compagnie, che comunque hanno l’obbligo a contrarre, aumentano i premi enormemente.
Le conseguenze sociali del caro polizza sono pesanti: c’è il rischio che continui ad aumentare il numero dei veicoli che circolano privi di assicurazione e che si incrementi il business dei contrassegni falsi, oltre a quello delle compagnie esistenti ma che operano abusivamente (nei primi mesi dell’anno l’Isvap ne ha già smascherate parecchie per lo più dell’Est Europa). Non esistono statistiche ufficiali ma solo campanelli d’allarme come i dati forniti dalla Consap che gestisce il fondo di garanzia per le vittime della strada che evidenzia come i sinistri provocati da veicoli non assicurati e non identificati sono stati nel 2008 ben 43.421. Anche in questo caso ci si trova di fronte a realtà a macchia di leopardo, le statistiche indicano come maglie nere, ancora una volta, la Campania, dove avviene il 42% dei sinistri denunciati al fondo vittime della strada (mentre solo il 9,4% dei sinistri avviene in tale regione).
Secondo i dati Ania, l’associazione di categoria, in realtà il fenomeno della non assicurazione nel 2008-2009 non sembrerebbe essersi aggravato (il numero dei veicoli circolanti è stabile a oltre 43 milioni). In attesa di conoscere l’esito dell’indagine avviata dall’Isvap sul fenomeno dell’abbandono del sud da parte delle compagnie (che dicono sarà disponibile nell’occasione della presentazione della relazione annuale), all’Ania sdammatizzano. «Secondo i dati relativi ad un campione di imprese, che rappresentano circa il 60% della raccolta rc auto, con significativa presenza di agenzie nel mezzogiorno, risulta che il numero degli sportelli in questo territorio si è ridotto di 56 unità, ossia del 2,5%», ha spiegato Fabio Cerchiai, presidente Ania, durante l’audizione davanti alla commissione finanze della Camere. Un valore in linea con quanto si è registrato nel centro-nord. La pensano diversamente al sindacato degli agenti assicurativi dove denunciano da tempo la chiusura di agenzie nei territori più scomodi: una fuga che si tradurrà (fonte Iama) nella chiusura di circa 5mila agenzie che, considerato l’indotto (subagenti e altro personale), nel taglio di circa 25mila posti di lavoro.
Un vero e proprio problema sociale: poco prima di Pasqua a riprova di come sia duro operare al sud, è stata posta in liquidazione coatta amministrativa la Progress assicurazioni ,
l’unica compagnia con sede nel mezzogiorno focalizzata nelle zone più a rischio. Il fallimento è stato inevitabile anche a causa dei deboli controlli sul fronte delle frodi.
Tornando ai risparmi realizzabili online, i confronti ovviamente premiano i target di consumatori più virtuosi. Un altro trucco per contenere i costi è evitare la rateizzazione nel pagamento del premio: se è possibile vista l’entità delle somme in gioco. I tassi di interesse e le maggiorazioni tariffarie richieste possono andare del 12% al 40%.
Nel 2009 poco più del 9% dei clienti Rc Auto ha cambiato compagnia, un dato in crescita ma ancora molto lontano dalle statistiche anglosassoni dove il tasso di avvicendamento è intorno al 50%. Tenendo conto che oltre il 55% degli assicurati italiani si trova in classe di merito 1°, se si cominciasse a fare maggiori confronti si potrebbero effettuare risparmi consistenti. Residenza permettendo.


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