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16 March 2010

Azioni ad alta redditivita 2010

Categoria: investimenti — Tags: , , — Riccardo @ 23:16

investimentiAnche le azioni ad alto dividendo sono un ottimo tema per il 2010. Con l’inflazione bassa e uno sviluppo modesto, le società quotate dovranno adattarsi a una crescita più lenta degli utili e gli investitori a rendimenti più modesti.
Questa è la probabile conseguenza della “nuova normalità” dei mercati, quella che ci aspetta nei prossimi anni, dove il debito totale (pubblico più privato) delle maggiori nazioni industrializzate sarà fra il 300 e il 350% del Pil, i livelli più alti della storia. Un carico insostenibile, ridimensionabile solo con un aumento dell’inflazione (ma non è una questione di oggi) o con maggiori risparmi ( più probabile, con però il rischio di crisi nello sviluppo).
Tutto ciò aumenta la possibilità che, nei mercati sviluppati, la crescita “normale” avverrà a ritmi molto più lenti di quanto avvenuto finora.
Quindi il rendimento cedolare diventerà una componente fondamentale del portafoglio equity. Parlando di lungo termine, sebbene i dividendi reinvestiti non siano stati la componente essenziale dei rendimenti azionari degli ultimi 30 anni, dal 1900 ne hanno rappresentato il 70% ed è probabile che tornino a esserne il driver.
Oltretutto, anche per la riluttanza agli investimenti evidenziata finora, le società dispongono di saldi di cassa ingenti, che potrebbero spingere a un incremento delle operazioni di M& a e dei dividendi.
Chi cerca il reddito può trovare molti titoli value caratterizzati da discreti dividend yields . Le blue chips di Piazza Affari mostrano uno yield medio atteso per il 2010 attorno al 3,5%, una percentuale che non è da buttare. Avere attenzione alla cedola e alla sua sostenibilità, spiega Vicini, è sempre una valida strategia per il cassettista. Ma come si fa a scegliere le azioni migliori, sotto questo punto di vista? Bisogna puntare su quelle con azionisti molto sensibili alla distribuzione degli utili, risponde Vicini.
Per esempio, le utilities ex-munipalizzate, perché spesso i Comuni con questi dividendi fanno gran parte del bilancio. Oppure le banche, alcune delle quali quest’anno riprenderanno a pagare le cedole, anche perché le Fondazioni fanno pressing. O ancora le imprese con una partecipazione dello Stato, perché il Tesoro ha sempre bisogno di soldi.
Quest’anno realtà come Snam, Terna, Eni, Enel o Finmeccanica si confermeranno regine del rendimento, con il 4% almeno. Mentre anche banche come Intesa o Unicredito dovrebbero distribuire un po’ di cash.


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