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1 March 2010

Fondi di investimento dei paesi emergenti

Categoria: investimenti — Tags: , , — Riccardo @ 00:01

mercati-emergentiÈ la categoria di fondi azionari che ha attirato il maggior interesse da parte degli investitori negli ultimi mesi. Secondo i dati Assogestioni diffusi di recente, dicembre 2009 (164 milioni di euro) e gennaio 2010 (163 milioni) hanno registrato una raccolta netta positiva importante per i prodotti finanziari specializzati sui paesi emergenti. Tali strumenti sono tra i pochi della categoria fondi azionari ad aver messo a segno una performance positiva sul fronte dei nuovi flussi. A conferma della grande attenzione di investitori e gestori verso le nazioni del globo meno avanzate, ma che stanno rapidamente crescendo. E che (vedi altro articolo in pagina) possono ormai annoverare un deficit di bilancio, in media, inferiore a quello dei paesi più sviluppati.
Tra i fondi azionari esposti sui paesi emergenti, ci sono da segnalare i risultati di Hsbc Turkey equity e di Templeton Latin America che hanno registrato sui tre anni (dati Lipper al 10 febbraio 2010) rispettivamente + 27,08% e +19,8 per cento.  Da segnalare che pure gli Etf hanno incassato buone performance sullo stesso arco temporale: è il caso del Lyxor
specializzato sulla Turchia,  che ha guadagnato il 15, 57% battendo quattro dei migliori dieci fondi in classifica.
Ma a questo punto in prospettiva cosa ci si deve attendere da tali mercati? È giusto ancora aprire una posizione o no? Le aspettative del consensus sugli utili continuano a migliorare,  così come le previsioni per l’economia globale. Riteniamo che i titoli dei mercati emergenti continueranno a dare sorprese positive e la crescita degli utili spingerà il mercato al rialzo. Relativamente ai rispettivi priceto- book (rapporto prezzo/patrimonio netto per azione), Russia e Ungheria sembrano convenienti. Se le materie prime, e in particolare il petrolio, continueranno ad andare bene, Mosca in particolare avrà delle buone performance. Il Brasile, dopo aver performato bene lo scorso anno, ora sembra caro. In termini di settori, Ingham spiega che le previsioni sui titoli tecnologici sono ancora positive, ma i gestori dei fondi hanno già preso posizioni di sovrappeso.
Anche gli analisti finanziari della svizzera Ubs hanno rivisto al rialzo gli utili delle società con sede nei paesi emergenti: +4% per il 2009 e +6% per il 2010. La situazione generale non sembra drammatica, ma la volatilità e le incertezze ci potranno accompagnare ancora per qualche tempo. Tuttavia non riteniamo di dover cambiare la nostra impostazione sull’asset allocation.
Grande consenso, quindi, sul buon momento dei paesi in via di sviluppo. Ma non bisogna farsi prendere dall’euforia, valutare il proprio profilo di rischio e la conseguente percentuale di azioni paesi emergenti da inserire nella personale torta di investimenti. In questo può venire in aiuto ancora l’ufficio studi di Deutsche Bank. Nella torta investimenti suggerita dall’istituto di credito tedesco, infatti, viene indicato un 5,6% di paesi in via di sviluppo per un portafoglio bilanciato. Percentuale che sale invece all’8,7% per un portafoglio definito «crescita» e dunque con un profilo di rischio dell’investitore leggermente più aggressivo. Si scende invece al 3,4% per un asset allocation conservativa.


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