La compagnia neozelandese il cui nome è “36 South Investment Managers Ltd.”, costituita da imprenditori che investono sul mercato dei derivati, ha deciso di chiudere il fondo denominato “Cigno Nero” dopo che esso ha ottenuto un guadagno del 236% negli ultimi 12 mesi. Questa compagnia compera sia opzioni a lunga scadenza valutate in dollari che essa considera convenienti sia prodotti con rendimenti fissi; opera anche sui mercati azionari e su quelli delle materie prime. Essa, quindi, scommette sul fatto che eventi rari o imprevisti possano generare profitti insolitamente maggiori. Jerry Haworth, cofondatore della compagnia, ha spiegato che le opzioni, contratti che permettono di comprare o vendere quote in una certa data e ad un dato prezzo, servono come sistema di indicatori di allarme di un’imminente crisi; è per tale motivo che esse sono considerate una nicchia sorprendentemente lucrativa in cui vi sono molti pochi partecipanti.
La denominazione “Cigno Nero” attribuita al fondo deriva da una teoria sviluppata da Taleb, un professore di gestione del rischio, che ha spiegato in un libro come proteggere gli investitori dai cosiddetti cigni neri, cioè eventi altamente improbabili che possono portare alla rovina economica.
Il fondo verrà chiuso entro i prossimi due mesi poichè, secondo Haworth, non esistono più le condizioni sul mercato delle opzioni idonee a produrre rendimenti significativi. In questo momento, infatti, la congiuntura economica ha portato a una situazione di rischio sovraremunerato e quindi comprare opzioni non è più considerato un buon investimento.
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