Un effetto della crisi economica che stà creando problemi a molte aziende italiane è la contrazione dei finanziamenti commerciali. Stiamo parlando, prevalentemente, delle compagnie che basano i loro business sulle esportazioni e che si trovano ad affrontare due questioni correlate: da una parte esse cercano forme di finanziamento stabili, dall’altra le banche e le compagnie di assicurazioni sui crediti cercano più sicurezza. Tale situazione finanziaria contrasta con quello che è l’andamento dell’economia reale. Le richieste dei prodotti ci sono; nel momento dei pagamenti, però, le società clienti di una qualsiasi compagnia di export richiedono delle dilazioni a causa della mancata disponibilità immediata di liquidità. La compagnia esportatrice si rivolge, allora, alle banche o alle assicurazioni per avere più garanzia sui loto titoli di credito ma incontrano difficoltà ad ottenere delle polizze adeguate. Questo è tanto più vero quanto l’estensione degli scambi commerciali con i paesi dell’Est Europa, dove i sinistri di pagamento sono cresciuti in maniera vertiginosa.
Tutto questo, secondo alcuni esperti, porterà allo sviluppo delle assicurazioni pubbliche dell’export. Si amplieranno, quindi, gli strumenti di garanzia sui crediti commerciali da parte dei soggetti pubblici. In alcuni paesi (Canada, Australia, Austria) ciò è già in atto attraverso le cosiddette Ecas che, secondo il loro statuto, hanno la possibilità di elargire prestiti.