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9 June 2009

Prestiti agevolati per le imprese del turismo

I primi dati di quest’anno sono molto allarmanti. Sembra che la crisi abbia investito in pieno anche l’economia del turismo, con un ridimensionamento sia del numero dei vacanzieri che del budget pro-capite a disposizione. Per questo le banche italiane e il Governo hanno messo a punto un sistema di agevolazioni proprio per le piccole e medie imprese che lavorano nel settore turistico. Uno dei primi interventi mirati, questo, dopo che le agevolazioni erano piovute indistintamente su tutte le piccole aziende, una delle categorie più fortemente colpita dal cattivo andamento dell’economia. 1,6 miliardi di euro è la somma che le banche metteranno a disposizione delle Pmi del turismo; l’accesso al credito sarà semplificato e i finanziamenti verranno erogati a un tasso agevolato. L’iniziativa fa parte del “Pacchetto Italia Turismo”, concordato tra Governo, banche ed associazioni di categoria. Tra gli istituti di credito che hanno aderito ci sono Unicredit, Intesa Sanpaolo, Banco Popolare, Banca Popolare di Milano e Banca Popolare di Sondrio; l’impegno è di mettere a disposizione prestiti agevolati mirati alla ristrutturazione, promozione, innovazione e riqualificazione sia delle strutture ricettive, sia delle imprese all’aria aperta come i villaggi ed i camping.

24 September 2008

Mutui, non cessano le denunce dei consumatori

Periodo caldo quest’ultimo anno per tutto ciò che ha a che vedere con i mutui. A finire nell’occhio del ciclone ancora una volte le banche, accusate di scarsa trasparenza dall’associazione Altroconsumo (www.altroconsumo.it) per la mancata applicazione della convenzione Tremonti del giugno scorso. Per sei tra i più importanti gruppi bancari -Unicredit, Intesa San Paolo, Ubi Banca, Monte Paschi, Popolare di Sondrio e Banca Toscana- è scattata la denuncia alla Banca d’Italia e al Ministero dell’Economia e delle Finanze. Il problema è relativo alle lettere sulla rinegoziazione dei mutui; pare infatti che non contengano il piano d’ammortamento, senza il quale è impossibile capire la reale rata da pagare e il capitale residuo di finanziamento. Tra inspiegabili errori di calcolo e omissioni manca inoltre l’indicazione dell’evoluzione del tasso variabile e l’indicatore sintetico di costo, per valutare il costo effettivamente pagato dal risparmiatore per tutta l’operazione. Non c’è chiarezza sul tasso, manca qualunque riferimento al parametro di indicizzazione e allo spread. Il perché, incredibile a dirsi, è che non si è tenuto conto dell’aumento dei tassi. Il consiglio è di NON ACCETTARE la proposta di rinegoziazione della banca. Con l’illusione di una rata inferiore si corre il rischio di aumentare a dismisura la durata del mutuo, a volte di oltre 25 anni.

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