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8 July 2009

Illegali gli escamotage per aggirare l’abolizione della commissione di massimo scoperto

Categoria: Banche — Tags: , — viviana @ 19:16

Sembrava una storia già sentita, quelle in cui tutto cambia ma niente cambia, quelle dove a un re che muore, magari anche un po’ tiranno, se ne sostituisce un altro senza che per il popolo cambi qualcosa. Avevamo già scritto del tentativo delle banche di aggirare la sentenza che decretava iniqua e inapplicabile la commissione di massimo scoperto. Dopo una finta acquiescenza infatti erano spuntate dal cilindro una serie di commissioni e spese che andavano a prendere il posto della commissione di massimo scoperto senza cambiarla nella sostanza. Per una volta però sembra esserci il lieto fine, almeno per i consumatori. Il Governo ha infatti decretato la nullità delle «clausole con lo stesso scopo o finalità» della discussa commissione. Niente da fare per le banche italiane, che forse potrebbero iniziare a capire che non sempre è possibile spennare i propri clienti; ricordiamo, tra parentesi, che le spese bancarie in Italia sono le più alte di tutta Europa. Un altro avvertimento, per così dire visto che è tassativo, arriva sul fronte valute. Per gli assegni versati sul conto corrente non sarà possibile dare una valuta oltre i tre giorni e per quelli circolari la valuta dovrà essere al massimo quella del giorno dopo il versamento allo sportello. In più tutte le commissioni e gli aggi dovranno rientrare in un tetto prestabilito. Per le banche sicuramente un problema, ma la regolamentazione del settore era d’obbligo visto anche le tante lamentele che arrivano sul fronte mutui, che nonostante il crollo dei tassi rimangono alti a causa dello spread aggiunto dalle banche.

29 May 2009

E’ morta la commissione di massimo scoperto! Viva la commissione di massimo scoperto!

Abbiamo dato notizia qualche mese fa dell’adeguamento delle maggiori banche italiane al protocollo d’intesa che prevedeva l’abolizione della commissione di massimo scoperto, perché ritenuta una spesa indebita da applicare. L’acquiescenza con cui le banche si sono allineate ai dettami dell’Autorità garante della concorrenza era sembrata fin troppa, tanto da indurre l’associazione dei consumatori Altroconsumo a non abbassare la guardia su una battaglia che sembrava vinta. E non a torto purtroppo; da una minuziosa inchiesta condotta nelle principali banche è risultato che se è vero che formalmente non esiste più una commissione di massimo scoperto le banche hanno inserito altra voci di spesa per sanzionare lo scoperto di conto corrente, che in alcuni casi si rivelano ancora più onerosi della precedente commissione. Ad esempio Intesa Sanpaolo ha introdotto la “Commissione per scoperto di conto”, Unicredit quella per il “Recupero spese per ogni sospeso”, Monte dei Paschi di Siena ha tirato fuori dal cilindro una “Commissione per istruttoria urgente”, mentre Banca Sella la chiama “”Onere per passaggio a debito nel trimestre”, per finire Bnl Bnp Paribas ha istituito ad oc una “Commissione manca fondi”. Un premio alla fantasia va certamente tributato allo staff dirigente delle banche, meno degna di lode invece è la scorrettezza con la quale si sta cercando di continuare ad aggirare indicazioni chiare a favore dei clienti.

29 January 2009

Il nuovo corso del consorzio Patti Chiari

Rivoluzione all’interno del consorzio Patti Chiari. Con l’elezione del nuovo presidente Filippo Cavazzuti sembra ci sia aria di rinnovamento. Patti Chiari infatti non è uscito benissimo dall’ultimo anno che ha visto molte banche imputate da procedimenti aperti dall’antitrust, sia riguardo le procedure di rinegoziazione mutui che per l’applicazione estremamente penalizzante per la clientela della commissione di massimo scoperto. Il consorzio, che è quello che dovrebbe fornire supporto informativo ai clienti delle banche e favorire la trasparenza nelle relazioni banca-cliente, chiaramente ne ha avuto un forte contraccolpo di immagine. Il nuovo presidente annuncia innanzitutto che la svolta chiave della politica di rinnovamento sarà quella di  far diventare Patti Chiari un organismo a sé stante, mentre fino a oggi era stato un’emanazione dell’ABI, in modo da guadagnare più indipendenza e imparzialità. Tra i provvedimenti annunciati c’è quello di espellere le banche che non garantiranno la trasparenza e la semplificazione dei rapporti con i clienti. Una più severa applicazione dei regolamenti del consorzio che, ricordiamo, sono sottoscritti praticamente da tutti gli istituti di credito presenti sul territorio nazionale.

26 January 2009

Ancora sulla Commissione Massimo scoperto

Dopo aver dato notizia dell’approvazione da parte dell’Autorità garante della concorrenza degli gli impegni presentati da Mps, UniCredit, Bnl e Intesa Sanpaolo sulle condizioni della commissione di massimo scoperto ricordiamo che la prossima settimana entreranno in vigore definitivamente le nuove regole in materia. Dopo la prima approvazione della camera a dicembre, all’interno del pacchetto “anticrisi”, quella del senato sembra praticamente scontata. Fino a oggi, lo ricordiamo, la commissione si è applicata sulla somma più elevata di scoperto registrata sul conto corrente nell’arco di ciascun trimestre, facendo spesso arrivare l’indebitamento a cifre esorbitanti. Tra poco non sarà più possibile per le banche lucrare sulla disattenzione dei correntisti. La prima novità introdotta è naturlamente volta a favorire la trasparenza: nei contratti di apertura del conto dovranno essere indicate chiaramente le modalità di calcolo della commissione, e non soltanto il tasso applicato. Più importante ancora la decisione di non permettere alle banche di applicare la commisione se lo scoperto di conto dura meno di 30 giorni di seguito, e quando il correntista va in rosso in assenza di fido. In queste circostane le banche dovranno limitarsi ad applicare solo gli interessi passivi.

20 January 2009

Novità sul procedimento per la Commissione Massimo Scoperto

Novità sul procedimento avviato lo scorso 4 luglio dall’Antitrust nei confronti di alcune banche accusate di scorrettezza nelle modalità di applicazione della Commissione di Massimo Scoperto. Per uscire da questa situazione le banche in questione, che sono Banca Monte dei Paschi di Siena, UniCredit Banca di Roma, Banca Nazionale del Lavoro ed Intesa Sanpaolo, hanno presentato degli impegni che sono stati accettati dall’antitrust diventando così vincolanti. I clienti dovranno essere informati in maniera chiara, dettagliata e periodica del costo sostenuto per il fido concesso comprensivo degli interessi debitori; nella stessa informativa dovrà essere presente il costo che sarebbe derivato dall’applicazione di eventuali commissioni alternative. Tutte le banche si sono impegnati a fornire un’alternativa alla commissione di massimo scoperto, di modo che ognuno possa scegliere la soluzione più conveniente rispetto al proprio “stile” bancario. Un’altro passo avanti nella trasparenza delle ondizioni bancarie per permettere agli utenti di far calare gli esorbitanti costi accessori di un conto corrente che ci dividono nettamente dal resto d’europa dove gli oneri sono ben più ridotti.

7 November 2008

Il Fido in casa Unicredit

Categoria: Finanziamenti — Tags: , , , — viviana @ 22:50

Il fido bancario, particolare forma di prestito che non ha un importo prefissato, resta una delle alternative di credito più ricercate, in particolare da commercianti e artigiani. In pratica viene pattuita la possibilità di avere uno scoperto di conto corrente entro una cifra stabilita pagando gli interessi solo sui soldi effettivamente usati e rimborsando il dovuto con una rata costante. Unicredit (www.unicreditbanca.it) ha un conto espressamente pensato per chi può trovarsi a dover usufruire di un Fido bancario: si chiama FLAT ed in realtà è un conto multifunzione nato per soddisfare l’esigenza di maggiore semplicità, precalcolabilità e confrontabilità delle spese. Tra le sue peculiarità risalta l’eliminazione della commissione di massimo scoperto e di tutti gli oneri legati al Fido, e la struttura di prezzo è estremamente semplificata. Viene addebitata una sola commissione onnicomprensiva “fissa”, che non aumenta con il maggior utilizzo dei fondi.

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