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8 September 2009

Con “sos impresa” Unicredit punta al salvataggio di 10.000 imprese

unicredit

Il progetto è di quelli ambiziosi: letteralmente “salvare” nei prossimi sei mesi 10 mila piccole e medie imprese che a causa della crisi sono a rischio chiusura con relative conseguenza sul già disastrato mercato occupazionale italiano. Unicredit non usa mezze misure e con il suo nuovo progetto “SOS Impresa Italia” ha messo in piedi una vera e propria task force composta da specialisti bancari e Associazioni di categoria di tutto il territorio nazionale. Le previsioni in cifre parlano di qualcosa come un miliardo di euro messi in campo dall’Istituto di credito per ridare fiato al tessuto produttivo della nostra economia. Il piano fa parte, ampliandolo, della Convenzione Abi-Mef per la moratoria dei debiti delle imprese. I gruppi di lavoro saranno 30 a livello regionale e 50 nelle provincie e dovranno analizzare una lunga lista di piccole aziende in situazione di disagio creditizio; a stilare questa lista penseranno le associazioni di categoria, raccogliendo le richieste degli iscritti. L’iniziativa mira non solo a rendere disponibile della liquidità per risolvere i problemi immediati ma mette a disposizione la competenza degli specialisti incaricati per aiutare le piccole e medie imprese a ristrutturare le linee di credito o rafforzare il profilo di rischio. Si spera di risolvere così un problema rischioso per l’economia, cioè il difficile accesso al credito che colpisce soprattutto le piccole realtà produttive.

30 May 2009

Crif: rendere più facile l’accesso al credito

Categoria: Finanziamenti — Tags: , , — viviana @ 23:06

Iniziano a intravedersi le prime crepe nel sistema del credito blindato. Se negli ultimi mesi ottenere un prestito è stato impossibile per molti, a causa della poca flessibilità nella valutazione del profilo creditizio, ora sembra che le cose stiano per cambiare. Questo perché anche le banche si sono rese conto che il credito sicuro è una garanzia ma ancora di più lo è poter contare su molti clienti. A risolvere in parte la situazione è arrivato il Crif che ha organizzato insieme al dal Centro Studi Economia Reale un convegno sul tema del credito alle famiglie. Quanto emerso dal convegno è un suggerimento per ripensare i canoni di valutazione dell’affidabilità. Se sino ad oggi ci si è attenuti solo a criteri rigidi una strada potrebbe essere quella di inserire informazioni alternative per la valutazione dell’affidabilità creditizia dei clienti, che prendano in considerazione anche i comportamenti dei pagamenti dei servizi e non solo la pregressa storia di debitore. Enrico Lodi, general manager Credit Bureau Services di Crif, la spiega così. “Integrare nei Sic le informazioni sui pagamenti dei servizi è una soluzione concreta per facilitare l’accesso al credito dei segmenti di popolazione in maggiore difficoltà. Inoltre è in linea con il principio di ‘affordable lending and borrowing’, in grado cioè non solo di rilanciare i consumi e gli investimenti ma anche di assicurare maggiore consapevolezza a chi richiede il credito sul proprio livello di indebitamente complessivo e di orientarsi meglio verso una esposizione creditizia sostenibile”.

1 April 2009

Le segnalazioni sul credito arrivano in Prefettura

Categoria: Finanziamenti — Tags: , , — viviana @ 13:20

La proposta di Tremonti di affidare il controllo del sistema bancario ai prefetti non è ancora stata trasformata in legge, anche a causa della reticenza di molti ad esautorare in maniera così evidente la Banca d’Italia da quella che è una delle sue funzioni primarie. Questo però non ferma la volontà di inserire le prefetture nel montaraggio della situazione legata al credito, mettendo il sistema bancario, di fatto, sotto osservazione da parte dell’esecutivo. La nuova iniziativa varata da Palazzo Chigi è infatti un’apposita casella di posta elettronica, che verra attivata in tutte le prefetture, dove potranno essere inviate le segnalazioni delle difficoltà da parte di imprese e cittadini nell’accesso al credito. In continuità con la funzione dei neoistituiti Osservatori regionali sul credito, questa iniziativa mira a farr chiarezza sui rapporti tra banche e cittadini e si propone di monitorare una situazione difficile, quella del ricorso al credito, che ha molte ricadute sul nostro sistema economico. Per ora la forma è quella della sperimentazione, in quanto la discussione è ancora tutta da fare. Dal momento in cui partirà l’iniziativa sarà possibile scaricare un modulo online di descrizione schematica del caso

20 March 2009

Microcredito, finanziamenti per tutti

Unicredit e l’Università di Bologna hanno collaborato alla nascita della prima filiale italiane della Grameen Bank, la banca del microcredito chiamata da molti anche la “banca dei poveri”. Fondata in bangladesh da premio Nobel Muhammad Yunus ha già registrato importanti successi nel resto del mondo. Nata seguendo principi di solidarietà e aiuto reciproco che vengono invece ignorati dal resto del sistema economico, la Grameen Bank permette a chi ha difficoltà ad accedere al credito tradizionale di avere una chance per far fronte alle proprie necessità o avviare una nuova attività anche senza avere le garanzie blindate richieste da altri istituti di credito. Tutti i progetti rifiutati da altri a causa dei rischi che comportano e per i “piccoli numeri”della loro incidenza, vengono invece accolti dalla Grameen Bank. Il via al progetto sembra che possa realizzarsi già durante il 2009, in una cornice favorevole come quella dell’attuale crisi che ha lasciato molti in difficoltà a causa della stretta al credito. L’organizzazione e le regole sono quelle di una banca come le altre e così i servizi, dalla consulenza per la gestione dei capitali, concessione di prestiti e pianificazione dei piani di ammortamento. I numeri hanno dato ragione al sogno di molti: dal 1976 a oggi 5 miliardi di dollari e 5 milioni di richiedenti di cui il 90% che a causa delle scarse garanzie riescono raramente a ricorrere ai prestiti per iniziare una nuova attività, ma risultano invece le più affidabili nella restituzione del denaro e quelle che meglio fanno funzionare le imprese.

19 March 2009

Nel 2009 mutui più difficili

Categoria: Mutui — Tags: , , , , — viviana @ 20:52

Stretta sul credito che si fa sempre più dura. Il cosiddetto credit crunch partorito dall’attuale crisi rende più difficile l’accesso al credito. Le banche non prestano più con disinvoltura e sono sempre di più le garanzie richieste. Busta paga e ipoteca sull’immobile non bastano, vengono richieste in aggiunta anche fideiussioni da parte di genitori e parenti, coperture assicurative a protezione del debito e altre garanzie reali. Non si chiude un occhio nemmeno sull’ammontare della rata mensile; per assicurarsi la solvibilità del cliente la banca esige che la stessa non superi il 35% del reddito mensile familiare. Finita per il momento anche l’era dei mutui al 100%, si finanzia al massimo l’80% del valore dell’immobile. E se prima questo paramentro era aggirabile con perizie “di parte” oggi i controlli sono più stretti anche su questo versante e si esigono perizie più che realistiche sul valore degli immobili. In tutto questo al richiesta di mutui non sembra calare, anche grazie alla leggera discesa dei prezzi degli immobili che si è registrata a partire dagli ultimi mesi del 2008. Se il più richiesto resta il mutuo a tasso fisso quello variabile è in ripresa, incentivato dalle banche che applicano spread più leggeri rispetto al primo. Chi sceglie un mutuo a tasso viariabile deve però essere accorto perchè questa situazione di tassi bassi non durerà in eterno e le rate del mutuo saranno destinate a salire.

16 March 2009

Inghilterra: il mercato dei RMBS rimane bloccato

Categoria: Mutui — Tags: , — Riccardo @ 18:38

Dalle informazioni pervenute dalla Banca d’Inghilterra si è certi del fatto che per in rimanenti mesi del 2009 il mercato inglese dei titoli legati ai mutui residenziali rimarrà bloccato dal momento che le banche continueranno ad occuparsi delle perdite avute con la crisi finanziaria. La Banca ha confermato oggi, nel suo quarto bollettino, che tutte le condizioni di liquidità devono ancora raggiungere un livello significativo e che il mercato dei titoli RMBS (Residential Mortgage-backed securities, sono titoli i cui flussi monetari provengono dal debito residenziale) rimane bloccato poichè non si attendono sostanziali miglioramenti in nessun altro mercato.
La Rightmove Plc, compagnia inglese che si occupa del mercato immmobiliare, ha confermato che durante questo ultimo mese i prezzi medi di una casa sono diminuiti del 9% rispetto all’anno precedente, dal momento che i potenziali acquirenti incontrano molte difficoltà per ottenere prestiti sulle case. La Banca centrale ha spiegato nel suo rapporto che i costi del credito sono aumentati lo scorso mese poichè le istituzioni sono diventate più restìe a fare prestiti l’una verso l’altra. Il bilancio scoperto dei titoli RMBS inglesi era il secondo più grande del mondo nel terzo trimestre del 2008, per un totale di 407 miliardi di euro. Esso è ancora un decimo dell’equivalente scoperto americano.

12 March 2009

Bankitalia rileva una frenata del credito da settembre

Categoria: Banche — Tags: , , — viviana @ 19:10

Il direttore del Servizio studi di struttura economica e finanziaria della Banca d’Italia, Giorgio Gobbi, ha parlato dell’attuale situazione del credito di fronte alla commissione straordinaria sul Controllo sui prezzi. Notizie poco rassicuranti quelle fatte circolare che destano apprensione per l’imminente futuro; Gobbi infatti dice: “Il credito concesso dalle banche italiane che aveva continuato a crescere a ritmi elevati per buona parte del 2008, da settembre ha subito una brusca decelerazione, che si è intensificata negli ultimi mesi. A gennaio la crescita sui tre mesi del credito al settore privato, corretta per l’effetto contabile delle cartolarizzazioni, è stata pari al 2,3% su base annua, a fronte dell’8,5% di settembre. Valutato sui dodici mesi il tasso di crescita e’ pari al 6,4%, un valore prossimo al 6,7% registrato nella media dell’area euro”. Questo dato è influenzato dalle difficoltà del sistema bancario e permane nonostante le politiche di alleggerimento messe in atto dal Governo, ultima quella dei Tremonti Bond. La speranza è che il rafforzamento patrimoniale degli Istituti di credito riesca in breve tempo e si allenti questi stretta al credito che sta creando grossi problemi a famiglie e piccole e medie imprese soprattutto nel sud Italia.

10 March 2009

Canada: cresce l’allarme per le carte di credito

Categoria: Carte di credito — Tags: , , — Riccardo @ 16:28

La Toronto-Dominion Bank insieme ad altre banche canadesi stanno accusando un aumento delle perdite provenienti dalle carte di credito che vengono annullate dai clienti che non sono in grado di risarcire i pagamenti. Quattro delle più grandi banche hanno dovuto accantonare in media il 51% in più di moneta nel primo trimestre 2009 a causa delle perdite sulle carte e sembra che tali costi continueranno a crescere per tutto l’anno. Secondo la Moody’s investors Service, le perdite e i mancati pagamenti sono cresciuti con l’aumento della disoccupazione e dei falllimenti mobiliari; questo trend, inoltre, continuerà per tutto il 2009 anche se gli emittenti riducono i limiti di credito per invogliare i clienti. Sempre secondo Moody’s le perdite Canadesi nel terzo trimestre 2008 sono cresciute del 3,1% rispetto ai bilanci medi a differenza degli USA dove si è arrivati al 6,6%.
Per la Canadian Imperial, il più grande emittente, nel 2008 le carte di credito erano la seconda più grande fonte di guadagno; ora, il suo portafoglio carte continua a crescere ma ad un tasso molto più lento.
Gordon Nixon della Royal Bank, ha spiegato che il deterioramento nell’utilizzo della carta di credito avviene molto più velocemente e più drammaticamente di quella che si ha nei mutui perchè esse costituiscono prestiti non assicurati. Le norme sul prestito conservative hanno, inoltre, permesso alle banche Canadesi di evitare il peggio dovuto alle svalutazioni che hanno assalito le banche americane dopo il collasso del mercato dei subprime.

18 February 2009

Richieste dei mutui in calo

Categoria: Mutui — Tags: , , — viviana @ 17:48

Tra le analisi periodiche su tutti gli indicatori legati all’andamento del mercato del credito uno di quelli più tenuti sotto controllo dalle banche, insieme all’andamento dei tassi di riferimento, è la domanda di mutui. Purtroppo per gli Istituti di credito questo dato è in consistente calo già da metà 2008 e nello scorso dicembre ha registrato un meno 10%. In questa situazione le previsioni per il 2009 non sono per niente favorevoli, ed anzi pare che nella migliore delle ipotesi si stabilizzeranno proprio sui livelli di fine anno. Insomma un risultato, questo, che mette in luce l’inadeguatezza delle misure prese finora per ristabilire il sistema finanziario dopo la crisi. Enrico Lodi, direttore del Credit Bureau Service di Crif, crede che una delle cause sia la mancanza di liquidità dele banche che hanno negli ultimi mesi dato una stretta al credito che può in qualche modo aver disincentivato la domanda. Gli importi dei mutui invece restano stabili: la maggioranza si aggira nella forchetta tra i 100mila e i 150mila euro con a seguire quelli tra i 150mila e i 300mila. Per quanto riguarda il periodo i mutui sul lungo periodo, tra i 25 e i 30 anni continuano a essere i più richiesti, dato che non stupisce viste le difficoltà del momento.

4 February 2009

Il mercato interbancario di Bankitalia è operativo

Categoria: Banche — Tags: , , , — viviana @ 14:22

E’ ufficiale l’inizio delle operazione del MIC il mercato interbancario collateralizzato voluto dalla Banca d’Italia. Abbiamo già parlato in precedenti articoli di questo espediente il cui scopo è quello di creare un mercato protetto per favorire lo scambio di moneta e il conseguente accesso a somme liquide di origine garantite per far rifiatare le banche e permettere l’alleggerimento della stretta al credito che si era resa necessaria nell’ultimo periodo. La garanzia di solvibilità di questi nuovi capitali circolanti porta con se anche un minore costo del denaro prestato favorevole in un primo momento alle stesse banche e che dovrebbe ricadere in un secondo anche sui consumatori che richedono finanziamenti nel circuito regolare del credito. Dal 19 al 30 gennaio sono state acquisite da parte della Banca d’Italia le garanzie necessarie per cominciare; sono per il momento 39 le banche italiane ed estere che hanno aderito al mercato interbancario e i primi scambi sono già cominciati. Aspettiamo le prossime settimane per valutare i primi dati e capire se questo nuovo mercato si rivelerà effiace.

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