Iniziano a intravedersi le prime crepe nel sistema del credito blindato. Se negli ultimi mesi ottenere un prestito è stato impossibile per molti, a causa della poca flessibilità nella valutazione del profilo creditizio, ora sembra che le cose stiano per cambiare. Questo perché anche le banche si sono rese conto che il credito sicuro è una garanzia ma ancora di più lo è poter contare su molti clienti. A risolvere in parte la situazione è arrivato il Crif che ha organizzato insieme al dal Centro Studi Economia Reale un convegno sul tema del credito alle famiglie. Quanto emerso dal convegno è un suggerimento per ripensare i canoni di valutazione dell’affidabilità. Se sino ad oggi ci si è attenuti solo a criteri rigidi una strada potrebbe essere quella di inserire informazioni alternative per la valutazione dell’affidabilità creditizia dei clienti, che prendano in considerazione anche i comportamenti dei pagamenti dei servizi e non solo la pregressa storia di debitore. Enrico Lodi, general manager Credit Bureau Services di Crif, la spiega così. “Integrare nei Sic le informazioni sui pagamenti dei servizi è una soluzione concreta per facilitare l’accesso al credito dei segmenti di popolazione in maggiore difficoltà. Inoltre è in linea con il principio di ‘affordable lending and borrowing’, in grado cioè non solo di rilanciare i consumi e gli investimenti ma anche di assicurare maggiore consapevolezza a chi richiede il credito sul proprio livello di indebitamente complessivo e di orientarsi meglio verso una esposizione creditizia sostenibile”.
30 Maggio 2009
18 Febbraio 2009
Richieste dei mutui in calo
Tra le analisi periodiche su tutti gli indicatori legati all’andamento del mercato del credito uno di quelli più tenuti sotto controllo dalle banche, insieme all’andamento dei tassi di riferimento, è la domanda di mutui. Purtroppo per gli Istituti di credito questo dato è in consistente calo già da metà 2008 e nello scorso dicembre ha registrato un meno 10%. In questa situazione le previsioni per il 2009 non sono per niente favorevoli, ed anzi pare che nella migliore delle ipotesi si stabilizzeranno proprio sui livelli di fine anno. Insomma un risultato, questo, che mette in luce l’inadeguatezza delle misure prese finora per ristabilire il sistema finanziario dopo la crisi. Enrico Lodi, direttore del Credit Bureau Service di Crif, crede che una delle cause sia la mancanza di liquidità dele banche che hanno negli ultimi mesi dato una stretta al credito che può in qualche modo aver disincentivato la domanda. Gli importi dei mutui invece restano stabili: la maggioranza si aggira nella forchetta tra i 100mila e i 150mila euro con a seguire quelli tra i 150mila e i 300mila. Per quanto riguarda il periodo i mutui sul lungo periodo, tra i 25 e i 30 anni continuano a essere i più richiesti, dato che non stupisce viste le difficoltà del momento.
13 Ottobre 2008
La CRIF