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11 March 2009

Enel: 60 miliardi di debito. Possibile vendita di quote

Categoria: investimenti — Tags: , , — Riccardo @ 13:51

E’ possibile che Enel Spa, la più grande azienda di servizio pubblico italiana, venda quote e riduca i suoi dividendi per finanziare un debito di più di 60 miliardi di euro che rappresenta 15 volte i guadagni netti ottenuti nel 2007. Le richieste di prestito dell’Enel sono aumentate lo scorso 21 Febbraio quando la compagnia ha deciso di pagare 11 miliardi di euro per ottenere una quota del 25% in Endesa SA, la più grande produttrice di energia idroelettrica spagnola, raggiungendo un controllo su di essa del 92%. Gli analisti della Morgan Stanley e della Credit Suisse Group credono che la compagnia italiana possa comunicare la riduzione dei dividendi e le ulteriori misure per aumentare la liquidità, in un incontro che avverrà domani.

Nel 2007 l’Enel comprò Endesa con il partner Acciona SA e così diventò la terza più grande produttrice di elettricità dell’Europa Occidentale ma anche la più indebitata compagnia di servizio pubblico. Ora tale decisione ha messo l’amministratore delegato Fulvio Conti davanti a una scelta: o più alti costi sul debito che possono rendere più difficile tenere testa ai competitors; o versamenti minori agli azionisti dopo che il titolo ha perso il 23% di valore. Stefano Perotto, un manager di fondi alla Nuovo Investimenti di Biella, ha dichiarato che al momento non può esserci una scelta che non danneggi gli investitori. Se, infatti, la compagnia deciderà di vendere quote, il titolo perderà ulteriore valore; se si deciderà per il taglio dei dividendi, gli investitori subiranno perdite comunque.

10 March 2009

Europa: record nella vendita di obbligazioni. Poca fiducia nelle banche

Categoria: Finanziamenti — Tags: , , — Riccardo @ 17:13

Le aziende Europee stanno vendendo obbligazioni a una velocità record, anche con costi di indebitamento più alti di tutti i tempi, per poter sorpassare la grande quantità di emissioni da parte dei governi e poter ridurre il sostegno delle banche. Le aziende guidate dalla Elctricite de France Sa, la più grande azienda di servizio pubblico del mondo, dalla Siemens AG, la più estesa compagnia ingegneristica europea, e dala Vivendi SA, la più grande azienda d’informazione francese, hanno aumentato il loro capitale di 258 miliardi di euronei primi due mesi del 2009. I dirigenti spiegano che la crescita maggiore del reale bisogno è dovuta alla volontà di competere con i governi Europei che stanno vendendo una quantità mai vista di debito per finanziare i loro pacchetti di stimolo all’economia.
Le aziende stanno vendendo obbligazioni in un momento in cui i premi sono cresciuti a livelli record dopo la contrazione del credito mondiale. Esse, inoltre, stanno riducendo l’appoggio dalle banche, molte delle quali hanno dovuto richiedere il salvataggio da parte dei governi. Sebbene questi premi rimangano alti, i tagli nei tassi di interesse attuati dalle banche centrali, hanno portato i costi del prestito complessivi al ribasso. Lo scorso settembre per la Vivendi era impossibile vendere obbligazioni dal momento che il mercato era totalmente bloccato, quasi inesistente. Quando a Gennaio è riuscita ad emettere titoli, la compagnia ha accettato di pagare 500 punti base in più pur di non avere un prestito bancario. Philippe Capron, direttore della Vivendi, ha voluto considerare questo maggior costo come un’assicurazione per la sua azienda.

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