Restano alquanto incerte le prospettive della Borsa italiana per i prossimi 12 mesi, con possibilità di contenuti arretramenti e avanzamenti dell’indice generale sia nel breve periodo che nel medio-lungo termine. In particolare, gli operatori si attendono una prevalenza di spinte lievemente ribassiste nei prossimi trenta giorni, probabilmente come “correzione tecnica” al forte balzo messo a segno dall’indice Ftse All-Share negli ultimi due mesi (+12,7% dal 25 febbraio scorso). (more…)
29 Aprile 2010
Investire in Borsa nel 2010, la situazione in Italia
24 Marzo 2010
Gli Hedge italiani, saranno convenienti nel 2010?
Dopo le performance record registrate nel 2009, anche nel primo mese del 2010 i fondi di fondi hedge italiani non sono venuti meno alla loro tipica missione di offrire rendimenti decorrelati rispetto ai mercati azionari e di proteggere il capitale degli investitori nei momenti di stress.
Infatti nel mese di gennaio, mentre il comparto azionario italiano, registrava una perdita pari a -5,82% (al lordo di fee e fiscalità) in base al Ftse Mib, quello europeo lasciava sul terreno il 4,68% (al lordo di fee e fiscalità) secondo il DJ EuroStoxx in euro e quello in dollari limitava le perdite a un pur sempre importante -3,70% (al lordo di fee e fiscalità) secondo l’S&P 500, l’industria italiana dei fondi di fondi hedge riportava un risultato flat con un rendimento del MH-Eurizon FdF indice generale pari a -0,07% (al netto di fee e fiscalità).
Il contributo maggiore a tale performance è stato fornito dai fondi hedge sottostanti, attivi nelle strategie relative value ed event driven, mentre lo stile che è stato più penalizzato è il long/short equity che ha sofferto dell’inversione di trend registrata sui mercati azionari. (more…)
16 Marzo 2010
Azioni ad alta redditivita 2010
Anche le azioni ad alto dividendo sono un ottimo tema per il 2010. Con l’inflazione bassa e uno sviluppo modesto, le società quotate dovranno adattarsi a una crescita più lenta degli utili e gli investitori a rendimenti più modesti.
Questa è la probabile conseguenza della “nuova normalità” dei mercati, quella che ci aspetta nei prossimi anni, dove il debito totale (pubblico più privato) delle maggiori nazioni industrializzate sarà fra il 300 e il 350% del Pil, i livelli più alti della storia. Un carico insostenibile, ridimensionabile solo con un aumento dell’inflazione (ma non è una questione di oggi) o con maggiori risparmi ( più probabile, con però il rischio di crisi nello sviluppo).
Tutto ciò aumenta la possibilità che, nei mercati sviluppati, la crescita “normale” avverrà a ritmi molto più lenti di quanto avvenuto finora. (more…)