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11 May 2010

Investimenti sicuri negli assicurativi

Investire-in-borsa
Le agenzie di rating hanno escluso che i problemi di finanziamento dei Paesi Ue possano originare perdite significative nei portafogli degli assicuratori; tranne che per qualcuno in caso di eccessivi allargamenti tra i differenziali di rendimento delle obbligazioni sovrane dell’eurozona. L’industria assicurativa italiana non corre rischi di esposizione significative verso la Grecia. Secondo gli analisti il settore in Borsa è fortemente sottovalutato rispetto ai fondamentali di bilancio. (more…)

4 March 2010

Obbligazioni straniere, un’opportunità in più

Categoria: investimenti — Tags: , , , — Riccardo @ 13:40

tradingComprare obbligazioni emesse dai paesi emergenti. Prima della crisi finanziaria poteva sembrare un azzardo visti anche i noti precedenti argentini. Ma qualcosa sta cambiando. E dietro la targa «emergenti» ci sono delle vere superpotenze. Cina, India e Brasile tanto per fare dei nomi. C’è di più: i conti pubblici delle nazioni più avanzate si stanno rapidamente deteriorando. I deficit dei paesi sviluppati sono più del doppio di quelli emergentiì.
Una situazione paradossale. (more…)

22 June 2009

Da non perdere le Obbligazioni Eni 2009

Categoria: investimenti — Tags: , — viviana @ 22:36

Ultime settimane per comprare le obbligazioni Eni. La sottoscrizione scade il 3 luglio e negli scorsi giorni è stato raddoppiato il quantitativo previsto di un miliardo di euro, come conseguenza della grande richiesta registrata. Se nemmeno così si dovesse riuscire ad accontentare tutti gli investitori, le banche responsabili del collocamento (Banca Imi, UniCredit, Bnp Baribas, Centrobanca, Banca di credito finanziario e mobiliare, Gruppo unione di banche italiane e Mps capital service) dovranno sorteggiare le obbligazioni. Ma come mai tanta foga nell’aggiudicarsi i Bond dell’Eni? Perché l’azienda è solida ed il capitale garantito, e lo dimostra anche il fatto che negli ultimi 14 anni queste sono le prime obbligazioni emesse. Ma vediamo nel dettaglio come funzionano. La scadenza è di 6 anni e l’investimento minimo è di 2.000 euro, pari all’acquisto di due obbligazioni. I bond saranno quotati al Mot (il mercato di Borsa italiana dove vengono trattate le obbligazioni) e sono di due tipi, uno a tasso variabile e l’altro a tasso fisso. Per quanto riguarda il primo tipo, il rendimento è indicizzato all’Euribor a sei mesi, maggiorato di un margine compreso tra 85 e 135 punti base (0,85% e 1,35%), mentre per il secondo è determinato sommando un margine, compreso tra 85 e 135 punti base (0,85 e 1,35%), al tasso Mid swap a sei anni. La liquidazione degli interessi avverrà ogni sei mesi per il tasso variabile e ogni anno per il tasso fisso.

1 May 2009

Obbligazioni Royal di Abn Amro

Categoria: investimenti — Tags: , , , , — viviana @ 15:25

“Riteniamo che in questo scenario di mercato gli investitori ricerchino protezione e certezze e visto che la situazione sui mercati azionari rimane incerta e altamente volatile abbiamo deciso di puntare su una nuova linea di prodotti adatti ai profili di rischio più prudenti”. Così presenta le due nuove obbligazioni quotate sul Mot di Borsa Italiana, Nicola Francia, responsabile Royal Bank of Scotland per gli strumenti quotati in Italia. Proposte dalla società del gruppo Abn Amro prendono il nome di Royal: la prima Royal 5,50% offre un alto rendimento, appunto il 5,50% lordo per 10 anni, con cedole predefinite liquidate ogni sei mesi; la seconda si chiama Royal variabile ed è un’obbligazione a cinque anni, quindi inferiore alla precedente ed è indicizzata ai tassi correnti, al tasso variabile lordo Euribor +2%, con cedole pagate ogni tre mesi. Le obbigazioni sono a collocamento diretto e possono essere richieste presso una qualsiasi banca del territorio italiano. Anche l’investimento minimo è basso, 1.000 euro, e quindi alla portata di ogni risparmiatore che sia disposto a vincolare il proprio denaro nel medio termine.

21 April 2009

Da Ing il servizio low cost per il trading online

Ing Direct si riafferma come l’Istituto di credito che più di molti altri investe nella ricerca di soluzioni per servizi ad alta affidabilità ma a basso costo. Negli ultimi giorni ha deciso di estendere la propria azione anche al settore del trading online, lanciando una piattaforma che permette di gestire le transazioni in borsa in una forma semplice ed economica. Ampliare questo tipo di servizi al grande pubblico, rendendoli fruibili attraverso sistemi intuitivi e ricalibrando spese e commissioni, potrebbe rivelarsi un’ottima strategia per creare nuove fette di mercato. Questa particolare offerta di Ing Direct si appoggia a Conto Corrente Arancio ed è costruita con un’operatività intuitiva che rende gli investimenti semplici e chiari; le quotazione, strumenti di monitoraggio e di analisi sono aggiornati in tempo reale 24 ore su 24 e 7 giorni su 7. E’ così possibile gestire autonomemente i principali strumenti finanziari quotati in Italia (titoli azionari, titoli di Stato, obbligazioni, ETF) ed è possibile impostare un servizio di allerta gratuito tramite sms ed email per ricevere gli aggiornamenti desiderati. Il tutto senza spese di custodia e di attivazione, ne’ spese per accredito di dividendi e cedole.

13 March 2009

In cosa investono gli italiani?

Categoria: investimenti — Tags: , , , — Roberto @ 09:57

Nell’audizione di fronte alla commissione straordinaria sul Controllo sui prezzi in cui si è affrontata la preoccupante frenata della concessione del credito, il direttore del Servizio studi di struttura economica e finanziaria della Banca d’Italia, Giorgio Gobbi, ha esposto anche gli ultimi dati sullo spostamento delle abitudini di investimento degli italiani. Le stime si riferiscono al periodo che va da settembre 2007 e settembre 2008, quindi solo parzialmente coincidente con la recente crisi e il momento di forte instabilità dei mercati finanziari, ma comunque evidenzia quali sono le preferenze in questo campo della maggioranza degli italiani. Nell’anno che intercorre tra i due periodi considerati si è assistito a un vero e proprio boom degli investimenti in strumenti bancari, volume d’affari che si è quasi triplicato, passando da 40 miliardi a 110 miliardi di euro. Giorgio Gobbi afferma che a partire dal settembre 2007 “le famiglie italiane hanno progressivamente concentrato i loro investimenti finanziari in strumenti emessi dalle banche (depositi a vista e a scadenza, pronti contro termine e obbligazioni). Sulla base dei dati rilevati nei Conti finanziari, nei dodici mesi terminanti a settembre – aggiunge Gobbi – questi investimenti hanno superato i 110 miliardi di euro, a fronte di importi attorno ai 40 miliardi registrati negli anni precedenti. L’incremento – ha precisato – e’ stato particolarmente forte per le obbligazioni, sulle quali le banche hanno corrisposto tassi di interesse superiori a quelli dei titoli di Stato con caratteristiche finanziarie simili”. Come è evidente il trend è destinato a continuare, sia per il minor rischio legato a questi strumenti finanziari che per la possibilità di ottenere rendimenti superiori a quelli dei Titoli di Stato che so sono ormai ridotti all’osso.

10 March 2009

Europa: record nella vendita di obbligazioni. Poca fiducia nelle banche

Categoria: Finanziamenti — Tags: , , — Riccardo @ 17:13

Le aziende Europee stanno vendendo obbligazioni a una velocità record, anche con costi di indebitamento più alti di tutti i tempi, per poter sorpassare la grande quantità di emissioni da parte dei governi e poter ridurre il sostegno delle banche. Le aziende guidate dalla Elctricite de France Sa, la più grande azienda di servizio pubblico del mondo, dalla Siemens AG, la più estesa compagnia ingegneristica europea, e dala Vivendi SA, la più grande azienda d’informazione francese, hanno aumentato il loro capitale di 258 miliardi di euronei primi due mesi del 2009. I dirigenti spiegano che la crescita maggiore del reale bisogno è dovuta alla volontà di competere con i governi Europei che stanno vendendo una quantità mai vista di debito per finanziare i loro pacchetti di stimolo all’economia.
Le aziende stanno vendendo obbligazioni in un momento in cui i premi sono cresciuti a livelli record dopo la contrazione del credito mondiale. Esse, inoltre, stanno riducendo l’appoggio dalle banche, molte delle quali hanno dovuto richiedere il salvataggio da parte dei governi. Sebbene questi premi rimangano alti, i tagli nei tassi di interesse attuati dalle banche centrali, hanno portato i costi del prestito complessivi al ribasso. Lo scorso settembre per la Vivendi era impossibile vendere obbligazioni dal momento che il mercato era totalmente bloccato, quasi inesistente. Quando a Gennaio è riuscita ad emettere titoli, la compagnia ha accettato di pagare 500 punti base in più pur di non avere un prestito bancario. Philippe Capron, direttore della Vivendi, ha voluto considerare questo maggior costo come un’assicurazione per la sua azienda.

3 March 2009

Nigeria: bloccata la vendita internazionale delle obbligazioni

Categoria: Finanziamenti — Tags: , , — Riccardo @ 16:43

Il Ministro della Finanza nigeriano, Mansur Muhtar, ha deciso di sospendere i piani per la vendita di obbligazioni sui mercati finanziari internazionali. Egli, infatti, in una conferenza tenuta oggi a Lagos ha dichiarato di non ritenere questo il momento migliore per entrare sul mercato finanziario e che il governo riconsidererà la questione prima della fine dell’anno.

La NIgeria, il più grande produttore africano di petrolio, aveva annunciato lo scorso Settembre di voler vendere obbligazioni emesse dal governo per un valore di 500 milioni di dollari  da far confluire in fondi per le infrastrutture. Anche altri due paesi africani hanno ritirato le vendite dei titoli negli ultimi tre mesi a causa della crisi finanziaria che non accenna a migliorare. Il Kenia ha, infatti, annunciato a Dicembre di voler bloccare i piani di vendita dei titoli all’estero; mentre la Tanzania ha posticipato le sue vendite di un mese. Un analista della UBA Capital Africa a Londra, ha dichiarato di non essere sorpreso della decisione nigeriana dati sia la debolezza dei mercati internazionali sia l’alto tasso di interesse che un Eurobond (eurobbligazioni, ossia obbligazioni emesse su un mercato appartenente a un paese diverso dalla società emittente ed espresse in valuta diversa da quella vigente nel paese di collocazione) dovrebbe comportare. Il governo nigeriano può facilmente aumentare i propri fondi sul mercato domestico dove c’è una forte domanda per i titoli del debito pubblico.

2 March 2009

I Tremonti Bond per ridare fiato al credito

Categoria: Banche — Tags: , , , , — viviana @ 13:09

Analogamente a quanto successo in altri paesi europei il Ministero del Tesoro italiano, tramite un decreto varato alla fine della scorsa settimana, ha istituito un sistema di prestiti alle banche italiane articolato sotto forma di sottoscrizione di obbligazioni, i cosiddetti “Tremonti bond”. Questi sono delle vere e proprie obbligazioni emesse dalle banche italiane quotate e che verranno sottoscritte dal Ministero del Tesoro, permettendo così alle banche una ricapitalizzazione con intervento statale in linea con le attuali leggi europee. La stessa UE, dopo un’attenta valutazione del provvidemento, ha dato il via libera. La cifra complessiva messa a disposizione dell’operazione è di 10 miliardi di euro. Le banche che scelgono di aderire si impegnano a pagare una cedola annuale compresa tra il 7,5 e l’8,5 per cento per i primi anni, destinata a crescere col tempo ma soprattutto si impegnano a favorire il credito alle imprese, soprattutto piccole e medie, e alle famiglie aumentando le risorse destinate a questo fine e prevedendo agevolazioni per chi si trova in una situazione critica, come la sospensione del pagamento della rata di mutuo per almeno 12 mesi (misure che già molte banche hanno preso autonomamente). Negli impegni figura anche l’adozione di un codice etico per scongiurare le operazioni speculative rischiose che mettono a repentaglio gli investimenti della clientela. Provvedimenti simili sono già stati adottati in altri paesi dell’Unione Europea dove, soprattutto in Francia, hanno ottenuto ottimi risultati.

11 October 2008

Investire in Bond con giudizio

Categoria: investimenti — Tags: , , — Andrea @ 16:34

Dato il momento difficile delle Borse mondiali gli investitori sono preda in questi giorni di forti dubbi. Dove destinare le liquidità? Quale titolo è più sicuro? Il mercato obbligazionario offre sicuramente molta più stabilità di quello azionario, che soffre di forti e imprevedibili oscillazioni. Aspettando quindi che la bufera passi da molte parti si consiglia di rinunciare agli allettanti rendimenti dei titoli più rischiosi e accontentarsi dei tassi più bassi offerti dalle obbligazioni o Bond. Ma anche qui vanno fatte delle distinzioni, perché ci sono obbligazioni e obbligazioni. Il consiglio degli esperti è infatti quello di investire solo in titoli di Stato dell’area euro; vanno bene BTp, Bund e anche titoli sovranazionali come le Bei. Altra accortezza per l’investitore prudente è controllare che il bond su cui si investe non sia un subordinato. Sono una tentazione forte, perché hanno rendimenti superiori, ma in caso di fallimento dell’emittente il rimborso sarà subordinato al pagamento in via preliminare di tutti gli altri creditori.

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