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21 May 2010

Come selezionare un consulente privato che ci aiuta a scegliere investimenti sicuri

consulente finanziarioIl fenomeno dell’insoddisfazione degli investitori privati nei confronti dei loro consulenti finanziari (addetti bancari, private banker, promotori finanziari) non va sovrastimato, ma esiste. Certo, il modesto turnover della clientela bancaria significa anche che la maggior parte degli investitori privati alla ricerca di un investimento sicuro non è così insoddisfatta del servizio ricevuto (ricordando tra l’altro che una fetta del turnover è dovuta al consulente che cambia organizzazione portando con sé una quota del suo portafoglio). Ma potrebbe anche essere che il cliente deluso non cambi banca o rete perché suppone (erroneamente) che tutte le banche o reti siano uguali. (more…)

14 February 2010

Banchieri divisi sul rischio tassi

bancheSarà un anno a due velocità per il sistema bancario italiano appeso all’andamento dei tassi di interesse e alla politica monetaria della Banca centrale europea. L’indicazione emerge dal panel degli oltre 200 investitori istituzionali che hanno partecipato al convegno “The italian financial services conferences 2010”organizzato da Ubs:se il 35% ritiene che quest’anno il rischio per le banche italiane sia legato alla qualità degli impieghi, il 30% punta invece il dito sui bassi tassi di interesse, il 26% sulla bassa crescita dei volumi e il 9% pensa alla necessità di migliorare i rapporti con la clientela.
Se il peggio ormai è alle spalle, l’approccio degli operatori continua ad essere cauto perché il quadro economico è ancora fragile. (more…)

27 April 2009

Social card, quando risparmiare non basta

Categoria: Risparmio — Tags: , , , — viviana @ 19:36

Risparmiare è uno degli imperativi di molti italiani. Ridurre al minimo le spese per riuscire ad arrivare a fine mese riuscendo a coprire i bisogni essenziali: cibo, casa, bollette. La percentuale di popolazione che si trova in questa situazione continua ad aumentare, e molti sono coloro che nonostante gli sforzi proprio non riescono a far quadrare i conti. La Social card, istituita da pochi mesi e non ancora a regime, non è sicuramente una soluzione al problema dell’impoverimento progressivo della società, ma è sicuramente qualcosa per quelle famiglie che fanno fatica a fare la spesa. Poche decine di euro che possono risultare decisive per riuscire ad acquistare beni di prima necssità. Ora la proposta è di allargarne il diritto a 2,5 milioni di persone. La richiesta è arrivata dalla Codacons dopo la pubblicazione delle ultime statistiche dell’Istat che evidenziano come 975 mila famiglie, il 4,1% dei nuclei familiari, vivano in povertà assoluta. Il Presidente Codacons, Carlo Rienzi, ha dichiarato: “E’ la dimostrazione che il Governo, prevedendo la social card solo per 1 milione e 300.000 persone, ha sottovalutato il problema, anzi l’ha dimezzato. Se a questo si aggiunge che le persone che hanno attualmente beneficiato della social card sono meno della metà di quanti preventivati dal Governo stesso, allora il provvedimento ha interessato solo un quarto dei poveri assoluti!”

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