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	<title>Blog-GuidaEconomica &#187; tassi interesse</title>
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		<title>I vantaggi dei conti correnti online, alti rendimenti e bassi rischi</title>
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		<pubDate>Mon, 31 May 2010 16:10:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Conti correnti]]></category>
		<category><![CDATA[conti correnti online]]></category>
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		<description><![CDATA[In tempi di crisi delle borse e di bassi rendimenti bancari, una soluzione fai-da-te per tenere al sicuro i propri risparmi può essere rappresentata da uno dei numerosi conti correnti online che offrono interessi attivi di indubbio interesse. Ecco i vantaggi.
La sicurezza dei conti online
Tutti i depositi (sia di conto corrente sia &#8220;a tempo&#8221;) sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.guidaeconomica.it/articoli/wp-content/uploads/2010/05/conto-corrente-300x225.jpg" alt="conto-corrente" title="conto-corrente" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-2890" />In tempi di crisi delle borse e di bassi rendimenti bancari, una soluzione fai-da-te per tenere al sicuro i propri risparmi può essere rappresentata da uno dei numerosi conti correnti online che offrono interessi attivi di indubbio interesse. Ecco i vantaggi.<br />
<strong>La sicurezza dei conti online</strong><br />
Tutti i depositi (sia di conto corrente sia &#8220;a tempo&#8221;) sono garantiti dal Fondo interbancario di tutela dei depositi (Fitd) fino alla cifra di 103.291,38 euro. A questo fondo partecipano in forma di consorzio obbligatorio tutte le banche italiane (sono escluse le banche di credito cooperativo che aderiscono a un fondo alternativo). Il Fitd (che beneficia della garanzia dello stato italiano) non garantisce però le operazioni di pronti contro termine e i fondi monetari.<span id="more-2888"></span><br />
<strong>La tassazione</strong><br />
Relativamente all&#8217;imposizione fiscale, invece, va tenuto presente che agli interessi sui conti bancari viene applicata un&#8217;aliquota del 27%, mentre a quelli sui titoli di Stato l&#8217;aliquota è soltanto del 12,50 per cento. Ciò significa che a parità di rendimento lordo, l&#8217;investimento in un titolo di Stato è più conveniente per l&#8217;investitore privato, rispetto al conto di deposito bancario (o altri strumenti equivalenti). Per ovviare a questo inconveniente, però, alcune proposte online delle banche prevedono rapporti che, se dal lato del risparmiatore offrono condizioni del tutto similari a un conto di deposito, a livello di modalità di investimento sono invece assoggettabili a un fondo monetario.<br />
Questo permette agli investitori di beneficiare della minore aliquota fiscale del 12,50%, ma si perdono i benefici di garanzia del Fitd.<br />
<strong>Le condizioni accessorie</strong><br />
Per quanto riguarda le condizioni eventualmente imposte dalle banche, va sottolineato che molte delle proposte più interessanti dal punto di vista del rendimento hanno vincoli di durata minima del deposito (cosiddetti depositi &#8221; a tempo&#8221;) e/o vincoli di importo minimo di giacenza. Un&#8217;altra condizione abbastanza frequente è quella di dover aprire, oltre al conto di deposito remunerato, anche un conto corrente collegato (ovviamente se non lo si ha già).<br />
Per chi intende sfruttare questi prodotti con importi molto contenuti va posta molta attenzione sulle spese, siano esse fisse o variabili, che potrebbero annullare il vantaggio di rendimento così attentamente ricercato.<br />
<strong>Le proposte in campo</strong><br />
Sulle proposte degli istituti di credito si nota un generalizzato abbassamento della remunerazione offerta alla clientela rispetto a sei mesi fa. Evidentemente, il prolungarsi del periodo a tassi molto bassi e le minori difficoltà delle banchea reperire fonti di finanziamento (la principale resta la Bce) hanno progressivamente abbassato i rendimenti proposti.<br />
Se a novembre il tasso lordo più elevato era del 3,50% (e numerosi istituti offrivano comunque rendimenti del 3% o superiori), oggi non si va oltre il 2,74% lordo (tra l&#8217;altro relativoa un&#8217;offerta con numerose condizioni accessorie). In tutto ciò, il rendimento lordo offerto dai BoT a 12 mesi, anche per effetto della recente crisi, ha superato l&#8217;1,10%, in deciso rialzo rispetto allo 0,80% di sei mesi fa. Anche a causa della maggiore aliquota fiscale (27% invece del 12,50%) l&#8217;appetibilità delle offerte bancarie di conti di deposito, pur restando sicuramente interessante in termini assoluti (in fondo per ottenere il 2% lordo con un titolo di Stato bisogna immobilizzare il capitale per circa tre anni), in termini relativi, rispetto allo scorso novembre, è indubbiamente meno interessante.</p>
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		<title>Banchieri divisi sul rischio tassi</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Feb 2010 15:11:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Banche]]></category>
		<category><![CDATA[andamento tassi]]></category>
		<category><![CDATA[banca centrale europea]]></category>
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		<category><![CDATA[Risparmio]]></category>
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		<description><![CDATA[Sarà un anno a due velocità per il sistema bancario italiano appeso all&#8217;andamento dei tassi di interesse e alla politica monetaria della Banca centrale europea. L&#8217;indicazione emerge dal panel degli oltre 200 investitori istituzionali che hanno partecipato al convegno “The italian financial services conferences 2010”organizzato da Ubs:se il 35% ritiene che quest&#8217;anno il rischio per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.guidaeconomica.it/articoli/wp-content/uploads/2010/02/banche-278x300.jpg" alt="banche" title="banche" width="278" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-2564" />Sarà un anno a due velocità per il sistema <strong>bancario</strong> italiano appeso all&#8217;andamento dei<strong> tassi di interesse</strong> e alla politica monetaria della Banca centrale europea. L&#8217;indicazione emerge dal panel degli oltre 200 investitori istituzionali che hanno partecipato al convegno “The italian financial services conferences 2010”organizzato da Ubs:se il 35% ritiene che quest&#8217;anno il rischio per le banche italiane sia legato alla qualità degli impieghi, il 30% punta invece il dito sui <strong>bassi tassi di interesse</strong>, il 26% sulla bassa crescita dei volumi e il 9% pensa alla necessità di migliorare i rapporti con la clientela.<br />
Se il peggio ormai è alle spalle, l&#8217;approccio degli operatori continua ad essere cauto perché il quadro economico è ancora fragile.<span id="more-2558"></span> Come dimostra il 52% degli intervistati il quale ritiene che quest&#8217;anno la crescita degli impieghi verso imprese e famiglie sarà contenuta tanto da non superare il 2%, mentre il 12% è convinto che sarà al di sotto dei livelli toccati lo scorso anno, il 30% tra il 2-4% e soltanto il 6% scommette su una robusta crescita degli impieghi che potrebbe spingersi su incrementi superiori al 4 per cento. Lo stato di salute del sistema bancario italiano si presenta in decisivo recupero dopo un 2009 caratterizzato da tensioni su molti fronti, dai tassi di interesse ai minimi storici, alla bassa redditività e agli accantonamenti sostenuti. Se il 2010 sarà un anno di recupero, molto dipenderà dall&#8217;andamento dei tassi, attesi in rialzo dalla seconda metà dell&#8217;anno con un impatto positivo sui margini d&#8217;interesse delle banche. E se gli impieghi non dovrebbero discostarsi di molto dai livelli dello scorso anno, a partire dalla seconda metà dell&#8217;anno gli accantonamenti potrebbero ridursi liberando così risorse. Un apporto positivo è atteso anche dall&#8217;asset management che dovrebbe continuare il trend positivo della raccolta vista negli ultimi sei mesi. Il risparmio gestito ha potuto beneficiare non solo della ripresa dei mercati a partire dallo scorso aprile, ma anche dell&#8217;impatto dello scudo fiscale e indicazioni positive in questo senso sono venute dalle società attive in questo settore. Un quadro congiunturale tranquilizzante se non fosse per l&#8217;incertezza sulle decisioni delle banche centrali in merito al livello dei tassi di interesse: l&#8217;interrogativo è se le autorità monetarie continueranno a iniettare liquidità nel sistema, mantenendo ancora lungo i tassi di interesse ai minimi storici. In questo caso a le banche italiane soffrono di più rispetto a quelle europee per il loro maggior focus sull&#8217;attività di raccolta e prestiti a famiglie e imprese. Tra i fattori di incertezza vengono annoverate le nuove proposte di Basilea sui principi contabili su cui le banche italiane avranno un impatto molto moderato. Il mercato italiano a differenza del resto dell&#8217;Europa continua ad essere visto con interesse dagli istituti d&#8217;Oltralpe che lo ritengono tra i più attraenti in Europa per il basso indebitamento delle famiglie e gli alti livelli di risparmio. Ecco allora che ci si aspetta che proprio le banche estere vogliano continuare a crescere in Italia acquisendo sportelli che gli istituti italiani vorranno cedere in seguito al recente processo di consolidamento.</p>
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		<title>Il credito su pegno della Unicredit</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 09:59:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prestiti]]></category>
		<category><![CDATA[pegno]]></category>
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		<description><![CDATA[Molti si trovano nella necessità di avere urgentemente dei liquidi, sia per spese personali che per far fronte alle necessità di un&#8217;attività in questo periodo di crisi. Se le banche non accettano il reddito come garanzia di un prestito, e se disponete di beni di un certo valore che possono essere dati in pegno, questa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.guidaeconomica.it/articoli/wp-content/uploads/2009/10/unicredit1-300x200.jpg" alt="unicredit1" title="unicredit1" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-1681" />Molti si trovano nella necessità di avere urgentemente dei liquidi, sia per spese personali che per far fronte alle necessità di un&#8217;attività in questo periodo di crisi. Se le banche non accettano il reddito come garanzia di un prestito, e se disponete di beni di un certo valore che possono essere dati in pegno, questa forma di prestito è l&#8217;ideale. La banca prende il bene in custodia come garanzia senza indagare ulteriormente sulla situazione economica del richiedente e lo trattiene fino alla restituzione del prestito. Il bene prediletto è ovviamente il gioello e proprio a questo scopo la Unicredit dispone di un laboratorio di gemmologia che stima il valore del gioiello in modo preciso e onesto. La somma che la banca può erogare al richiedente per i preziosi è di 4/5 del valore stimato, contro i 2/3 di tutti gli altri per gli altri tipi di beni.<br />
Il tasso di interesse applicato è del 11,50%, ma bisogna considerare anche le spese di custodia del bene che variano da 1,75% a 2,50% calcolato ogni trimestre, a seconda delle sue dimensioni. In ogni momento il cliente può estinguere il debito e riavere il bene dato in garanzia.<br />
Attenzione a restituire la somma alla banca nei tempi previsti: se ciò non avviene la banca applica degli interessi di mora nell&#8217;ordine del 2,00% ed  ha il diritto, dopo 30 giorni, di mettere all&#8217;asta il bene per rientrare della somma erogata!</p>
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		<title>Mutui: tassi tutti giù</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Jun 2009 10:30:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>viviana</dc:creator>
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Una nuova fase sembra ormai essersi consolidata. Dopo le vertiginose ascese del 2008 i tassi di riferimento sul costo del denaro, quelli su cui tra gli altri si calcolano gli interessi passivi sui mutui, continuano a segnare dei ribassi, riportando la situazione al dicembre del 2005. A renderlo noto è il bollettino mensile dell&#8217;Abi, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.guidaeconomica.it/articoli/wp-content/uploads/2009/06/mutui-tassi-294x300.jpg" alt="mutui-tassi" title="mutui-tassi" width="294" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-1790" />
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="Times New Roman;">Una nuova fase sembra ormai essersi consolidata. Dopo le vertiginose ascese del 2008 i tassi di riferimento sul costo del denaro, quelli su cui tra gli altri si calcolano gli interessi passivi sui mutui, continuano a segnare dei ribassi, riportando la situazione al dicembre del 2005. A renderlo noto è il bollettino mensile dell&#8217;Abi, che fotografa la situazione dello scorso mese di maggio. I tassi di interesse sui mutui scendono sotto il 4% toccando quota 3,81%, dopo che già la flessione di Aprile aveva fatto ben sperare per il futuro. In quell’occasione si era registrato un 4,06% che dopo il picco del 5,95% dell’agosto scorso, ha rappresentato una vera e propria boccata di ossigeno per tutti quelli che con un mutuo a <a title="tasso variabile" href="http://www.guidaeconomica.it/articoli/tag/tasso-variabile/">tasso variabile</a> sulle spalle guardavano preoccupati l’andamento dei parametri di riferimento. Anche il tasso medio ponderato sui prestiti a famiglie e società non finanziarie è diminuito al 4,47%, il valore più basso mai raggiunto dopo la settima flessione consecutiva da ottobre, quando i tassi hanno raggiunto il livello record di 6,55%. Cala anche il tasso sui nuovi finanziamenti alle aziende, che dal 2,86% di aprile è passato al 2,73% di maggio, anche in questo caso il &#8220;minimo storico&#8221;. Un ridimensionamento globale del costo del denaro che potrebbe permettere di mettere in circolo nuova liquidità e superare la fase di difficoltà del sistema economico. </span></p>
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		<title>Thailandia: nuovi tagli al tasso di interesse.</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Mar 2009 14:40:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Banche]]></category>
		<category><![CDATA[crisi finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[riduzione tassi]]></category>
		<category><![CDATA[tassi interesse]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi il Ministro della Finanza Tailandese, Korn Chatikavanij, ha annunciato che la Banca centrale taglierà ulteriormente il suo tasso di interesse entro quest&#8217;anno affinchè si stimoli la crescita. La Banca centrale ha introdotto il suo ultimo taglio al tasso lo scorso 25 Febbraio per il terzo mese consecutivo con l&#8217;obiettivo di salvare la domanda dopo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi il Ministro della Finanza Tailandese, Korn Chatikavanij, ha annunciato che la Banca centrale taglierà ulteriormente il suo tasso di interesse entro quest&#8217;anno affinchè si stimoli la crescita. La Banca centrale ha introdotto il suo ultimo taglio al tasso lo scorso 25 Febbraio per il terzo mese consecutivo con l&#8217;obiettivo di salvare la domanda dopo la caduta dei prezzi al consumo e la contrazione economica che continua da quattro trimestri.</p>
<p>Il Primo Ministro ha contemporaneamente promesso delle nuove misure di stimolo per combattere la caduta economica. La Banca centrale ha, infatti, dichiarato che la produzione manifatturiera ha raggiunto il record di contrazione nel mese di Gennaio. Essa ha aggiunto che il surplus del proprio conto corrente è il massimo registrato negli ultimi due decenni a causa della caduta del prezzo del petrolio e della contrazione della domanda dei materiali grezzi.</p>
<p>Il taglio del tasso della Banca centrale porterà quest&#8217;anno ad una diminuzione del margine netto di interesse (NIM &#8211; differenza tra il tasso di interesse  guadagnato dalla banca e quello pagato per i depositi) per le banche tailandesi da come risulta dalle note scritte ai diversi clienti.</p>
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		<title>Le grandi banche decidono di acquistare gli Interest Rate Swaps</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Feb 2009 17:06:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Banche]]></category>
		<category><![CDATA[FED]]></category>
		<category><![CDATA[tassi interesse]]></category>

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		<description><![CDATA[La JPMorgan, la Deutshe Bank e molte altre grandi banche hanno deciso di supportare l&#8217;ipotetica offerta della ICAP (uno dei più grandi broker mondiali) per la Lch Clearnet (società che si occupa dell&#8217;assunzione di rischio per le controparti coinvolte in uno scambio finanziario) che garantisce quasi la metà degli Interest Rate Swaps scambiati a Wall [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La JPMorgan, la Deutshe Bank e molte altre grandi banche hanno deciso di supportare l&#8217;ipotetica offerta della ICAP (uno dei più grandi broker mondiali) per la Lch Clearnet (società che si occupa dell&#8217;assunzione di rischio per le controparti coinvolte in uno scambio finanziario) che garantisce quasi la metà degli Interest Rate Swaps scambiati a Wall Street. Gli IRS sono contratti swaps in cui si scambiano interessi che vengono calcolati sullo stesso capitale nozionale. </p>
<p>Tali banche si stanno, quindi, preparando ad acquisire il controllo di 458 trilioni di dollari di Irs sul mercato non regolamentato dei derivati più grande del mondo. Ciò sta avvenendo contemporaneamente al lavoro dei regolatori americani ed europei per ottenere maggiore trasparenza nei credit-default swaps (contratti in cui il compratore ha il diritto di vendere alla pari le obbligazioni della società contraente nel momento in cui si verifica l&#8217;insolvenza). <span id="more-710"></span>Tali contratti, infatti, sono stati considerati tra le cause fondamentali dell&#8217;accelerazione del collasso finanziario della Lehman Brothers. Secondo la FED, l&#8217;obiettivo degli incontri con l&#8217;Autorità per i Servizi finanziari inglese, l&#8217;Autorità tedesca e la Banca centrale europea è quello di applicare degli standards al mercato e ottenere, quindi, il supporto al di là delle diverse giurisdizioni.</p>
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		<title>Rientro Rapido, nuovo servizio da Zopa</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Sep 2008 08:41:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prestiti]]></category>
		<category><![CDATA[Boober]]></category>
		<category><![CDATA[liquidità]]></category>
		<category><![CDATA[prestiti tra privati]]></category>
		<category><![CDATA[social lending]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; l&#8217;ultima trovata di Zopa per dare maggior sicurezza a chi presta denaro all&#8217;interno del circuito di social lending.
Si tratta di una innovazione volta a coloro i quali, pur avendo prestato i propri capitali per periodi di 12, 24, 36 mesi, hanno necessità di recuperare immediatamente liquidità. &#8216;Rientro Rapido&#8217; consente di cedere i propri crediti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; l&#8217;ultima trovata di Zopa per dare maggior sicurezza a chi presta denaro all&#8217;interno del circuito di social lending.<br />
Si tratta di una innovazione volta a coloro i quali, pur avendo prestato i propri capitali per periodi di 12, 24, 36 mesi, hanno necessità di recuperare immediatamente liquidità. &#8216;Rientro Rapido&#8217; consente di cedere i propri crediti a prestatori che subentrano, sempre che quesi pratichino tassi allineati con quelli di chi fa la cessione.<br />
L&#8217;operazione di &#8216;Rientro Rapido&#8217; ha però un costo: una commissione di 15 euro e lo 0,08 del residuo di credito che si cede.<br />
Questo nuovo servizio potrebbe aiutare il lento decollo del social lending anche qui in italia. Ora rimane da vedere la contromossa di Boober&#8230;</p>
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