Il prestito tra privati | | Il prestito tra privati è una forma di credito nata in Inghilterra nel 2005, dove ci sono circa 175000 iscritti e un giro di 15 milioni di sterline. Il nome ha molto feeling per gl utilizzatori di internet: peertopeer lending. Il business si è già allargato agli altri paesi anglofoni e sta nascendo anche in Italia. Il sistema è semplice: chi ha dei soldi da investire li mette a disposizione di chi li sta cercando, entrambi guadagnano sui tassi che sono molto più alti nel caso dei creditori, e molto più bassi per i debitori. I casi di insolvenza sono molto inferiori a quelli del mercato classico e la trafila è molto semplificata. Il social lending richiede un portale che gestisca la richiesta e l'offerta di denaro, per questo motivo sono nati siti come Zopa.it, gestito in Italia da un imprenditore della famiglia Sella. Ancora le cifre che girano sono irrisorie e non impensieriscono gli istituti di credito tradizionali, ma il fenomeno è in crescita e non sarebbe la prima volta che internet stravolge un mercato della old economy. |
| News sull'argomento : | Prestiamoci.it, il nuovo prestito tra persone
Segnaliamo con piacere la nascita in Italia di una altro social-lending, sulla scia di altre esperienze europee del tutto positive per questo tipo di attività. Si tratta di Prestiamoci.it. Il sistema è noto e gia ce ne siamo occupati in questo blog: il social lendig mette ...continua | Zopa resta in stand-by, respinto l’appello
...nti Zopa alla sua diretta concorrente Boober, che sembra per il momento con tutte le carte in regola per poter continuare a fare da intermediario nel credito tra privati, meglio noto anche come social lending. Dalla direzione di Zopa però segnalano che nella stessa ...continua | Zopa ancora bloccata dal decreto del Ministero dell'Economia
...ia della sospensione delle operazioni di Zopa giunta i primi di luglio. Per chi non sapesse di cosa stiamo parlando, Zopa è la società che gestisce i prestiti tra privati e conta più di 40.000 iscritti, non poco data la peculiarità del servizio offerto, e che si divide ...continua | Sono online delle guide complete al Social lending
Se è vero che il social lending, ovvero il prestito tra privati, ha già conquistato anche in Italia una buona fetta di mercato è altrettanto vero che la maggior parte dei consumatori non si fida ad abbandonare le forme tipiche di credito, che appaiono più sicure e garantite ...continua | Il boom di Zopa
Zopa.it, il portale che gestisce il prestito peer-to-peer tra privati, anche detto social lending, ha scalato le classifiche europee della sua categoria arrivando, a un solo anno dalla sua nascita, al terzo posto europeo per volume d’affari dietro alla tedesca Smava ...continua | Peer-to-peer continua l’ascesa
...ma anche l’oggettivo aumento delle difficoltà di ottenere un prestito hanno sicuramente contribuito al boom di iscrizione che i sue siti italiano del prestito tra privati, il social lending, hanno registrato negli ultimi mesi. Sia Boober che Zopa parlano di un aumento ...continua | Social lending, la nuova frontiera del credito?
...In questi giorni in cui si continua a parlare di crisi finanziaria e di instabilità delle banche il sito si Zopa (www.zopa.it), uno dei due operatori del prestito tra privati in Italia, è stato letteralmente sommerso di visite e di nuove iscrizioni, queste ultime con ...continua | Social lending, novità anche da Boober
Il mercato del social lending italiano è in fase di assestamento ed è per il momento animato dalle due grandi concorrenti che si contendono il crescente numero di persone che preferisce uscire dal circuito del credito bancario per entrare in quello del micro-credito tra ...continua | Rientro Rapido, nuovo servizio da Zopa
E' l'ultima trovata di Zopa per dare maggior sicurezza a chi presta denaro all'interno del circuito di social lending.
Si tratta di una innovazione volta a coloro i quali, pur avendo prestato i propri capitali per periodi di 12, 24, 36 mesi, hanno necessità di ...continua |
| L'approfondimento |
| L. 44 del 1999 “Disposizioni concernenti il fondo di solidarietà per le vittime di usura" |
1. Ai soggetti danneggiati da attività estorsive è elargita una somma di denaro a titolo di contributo al ristoro del danno patrimoniale subito, nei limiti e alle condizioni stabiliti dalla presente legge.
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1. L'elargizione è concessa in relazione agli eventi danno si verificatisi nel territorio dello Stato successivamente al 1 gennaio 1990.
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1. L'elargizione è concessa agli esercenti un'attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o comunque economica, ovvero una libera arte o professione, che subiscono un danno a beni mobili o immobili, ovvero lesioni personali, ovvero un danno sotto forma di mancato guadagno inerente all'attività esercitata, in conseguenza di delitti commessi allo scopo di costringerli ad aderire a richieste estorsive, avanzate anche successivamente ai fatti, o per ritorsione alla mancata adesione a tali richieste, ovvero in conseguenza di situazioni di intimidazione anche ambientale.
2. Ai soli fini della presente legge sono equiparate alle richieste estorsive le condotte delittuose che, per circostanze ambientali o modalità del fatto, sono riconducibili a finalità estorsive, purché non siano emersi elementi indicativi di una diversa finalità. Se per il delitto al quale è collegato il danno sono in corso le indagini preliminari, l'elargizione è concessa sentito il pubblico ministero competente, che esprime il proprio parere entro trenta giorni dalla richiesta. Il procedimento relativo all'elargizione prosegue comunque nel caso in cui il pubblico ministero non esprima il parere nel termine suddetto ovvero nel caso in cui il pubblico ministero comunichi che all'espressione del parere osta il segreto relativo alle indagini.
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1. L'elargizione è concessa a condizione che:
a) la vittima non abbia aderito o abbia cessato di aderire alle richieste estorsive; tale condizione deve permanere dopo la presentazione della domanda di cui all'articolo 13;
b) la vittima non abbia concorso nel fatto delittuoso o in reati con questo connessi ai sensi dell'articolo 12 del codice di procedura penale;
c) la vittima, al tempo dell'evento e successivamente, non risulti sottoposta a misura di prevenzione o al relativo procedimento di applicazione, ai sensi delle leggi 27 dicembre 1956, n. 1423, e 31maggio 1965, n. 575, e successive modificazioni, né risulti destinataria di provvedimenti che dispongono divieti, sospensioni o decadenze ai sensi degli articoli 10 e 10-quater, secondo comma, della medesima legge n. 575 del 1965, salvi gli effetti della riabilitazione;
d) il delitto dal quale è derivato il danno, ovvero, nel caso di danno da intimidazione anche ambientale, le richieste estorsive siano stati riferiti all'autorità giudiziaria con l'esposizione di tutti i particolari dei quali si abbia conoscenza.
2. Non si tiene conto della condizione prevista dalla lettera c) del comma 1 se la vittima fornisce all'autorità giudiziaria un rilevante contributo nella raccolta di elementi decisivi per la ricostruzione dei fatti e per l'individuazione o la cattura degli autori delle richieste estorsive, o del delitto dal quale è derivato il danno, ovvero di reati connessi ai sensi dell'articolo 12 del codice di procedura penale.
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1. Se vi è stata acquiescenza alle richieste estorsive, l'elargizione può essere concessa anche in relazione ai danni a beni mobili o immobili o alla persona verificatisi nei sei mesi precedenti la denuncia.
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1. L'elargizione, sussistendo le condizioni di cui all'articolo 4, è concessa anche agli appartenenti ad associazioni od organizzazioni aventi lo scopo di prestare assistenza e solidarietà a soggetti danneggiati da attività estorsive, i quali:
a) subiscono un danno a beni mobili o immobili, ovvero lesioni personali in conseguenza di delitti commessi al fine di costringerli a recedere dall'associazione o dall'organizzazione o a cessare l'attività svolta nell'ambito delle medesime, ovvero per ritorsione a tale attività;
b) subiscono quali esercenti un'attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o comunque economica, ovvero una libera arte o professione, un danno, sotto forma di mancato guadagno inerente all'attività esercitata, in conseguenza dei delitti di cui alla lettera a) ovvero di situazioni di intimidazione anche ambientale determinate dalla perdurante appartenenza all'associazione o all'organizzazione.
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1. L'elargizione è altresì concessa ai soggetti, diversi da quelli indicati negli articoli 3 e 6, che, in conseguenza dei delitti previsti nei medesimi articoli, subiscono lesioni personali ovvero un danno a beni mobili o immobili di loro proprietà, o sui quali vantano un diritto reale di godimento.
2. L'elargizione è concessa alle medesime condizioni stabilite per l'esercente l'attività.
3. Ai fini della quantificazione dell'elargizione si tiene conto del solo danno emergente ovvero di quello derivante da lesioni personali.
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1. Se, in conseguenza dei delitti previsti dagli articoli 3, 6 e 7, i soggetti ivi indicati perdono la vita, l'elargizione è concessa, nell'ordine, ai soggetti di seguito elencati a condizione che la utilizzino in un'attività economica, ovvero in una libera arte o professione, anche al di fuori del territorio di residenza:
a) coniuge e figli;
b) genitori;
c) fratelli e sorelle;
d) convivente more uxorio e soggetti, diversi da quelli indicati nelle lettere a), b) e c), conviventi nei tre anni precedenti l'evento a carico della persona.
2. Fermo restando l'ordine indicato nel comma 1, nell'ambito delle categorie previste dalle lettere a), b) e c), l'elargizione è ripartita, in caso di concorso di più soggetti, secondo le disposizioni sulle successioni legittime stabilite dal codice civile.
3. L'elargizione è concessa alle medesime condizioni stabilite per la persona deceduta.
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1. L'elargizione è corrisposta, nei limiti della dotazione del Fondo previsto dall'articolo 18, in misura dell'intero ammontare del danno e comunque non superiore a lire 3.000 milioni. Qualora più domande, per eventi diversi, relative ad uno stesso soggetto, siano proposte nel corso di un triennio, l'importo complessivo dell'elargizione non può superare nel triennio la somma di lire 6.000 milioni.
2. L'elargizione è esente dal pagamento delle imposte sul reddito delle persone fisiche e delle persone giuridiche.
3. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano possono disporre, per l'elargizione, l'esenzione dal pagamento dell'imposta regionale sulle attività produttive.
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1. L'ammontare del danno è determinato:
a) nel caso di danno a beni mobili o immobili, comprendendo la perdita subita e il mancato guadagno, salvo quanto previsto dall'articolo 7, comma 3;
b) nel caso di morte o di danno conseguente a lesioni personali, ovvero a intimidazione anche ambientale, sulla base del mancato guadagno inerente all'attività esercitata dalla vittima.
2. Il mancato guadagno, se non può essere provato nel suo preciso ammontare, è valutato con equo apprezzamento delle circostanze, tenendo conto anche della riduzione del valore dell'avviamento commerciale.
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1. Nel caso di morte o di danno conseguente a lesioni personali, l'elargizione è concessa per la sola parte che eccede l'ammontare degli emolumenti ricevuti dall'interessato, per lo stesso evento lesivo, in applicazione della legge 20 ottobre 1990, n. 302.
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1. Se il danno è coperto, anche indirettamente, da contratto di assicurazione, l'elargizione è concessa per la sola parte che eccede la somma liquidata o che può essere liquidata dall'assicuratore.
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1. L'elargizione è concessa a domanda.
2. La domanda può essere presentata dall'interessato ovvero, con il consenso di questi, dal consiglio nazionale del relativo ordine professionale o da una delle associazioni nazionali di categoria rappresentate nel Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro (CNEL). La domanda può essere altresì presentata da uno dei soggetti di cui all'articolo 8, comma 1, ovvero, per il tramite del legale rappresentante e con il consenso dell'interessato, da associazioni od organizzazioni iscritte in apposito elenco tenuto a cura del prefetto ed aventi tra i propri scopi quello di prestare assistenza e solidarietà a soggetti danneggiati da attività estorsive. Con decreto del Ministro dell'interno, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, di concerto con il Ministro di grazia e giustizia, sono determinati le condizioni ed i requisiti per l'iscrizione nell'elenco e sono disciplinate le modalità per la relativa tenuta.
3. Salvo quanto previsto dai commi 4 e 5, la domanda deve essere presentata, a pena di decadenza, entro il termine di centoventi giorni dalla data della denuncia ovvero dalla data in cui l'interessato ha conoscenza che dalle indagini preliminari sono emersi elementi atti a far ritenere che l'evento lesivo consegue a delitto commesso per le finalità indicate negli articoli precedenti.
4. Per i danni conseguenti a intimidazione anche ambientale, la domanda deve essere presentata, a pena di decadenza, entro il termine di un anno dalla data in cui hanno avuto inizio le richieste estorsive o nella quale l'interessato è stato per la prima volta oggetto della violenza o minaccia.
5. I termini stabiliti dai commi 3 e 4 sono sospesi nel caso in cui, sussistendo un attuale e concreto pericolo di atti di ritorsione, il pubblico ministero abbia disposto, con decreto motivato, le necessarie cautele per assicurare la riservatezza dell'identità del soggetto che dichiara di essere vittima dell'evento lesivo o delle richieste estorsive. I predetti termini riprendono a decorrere dalla data in cui il decreto adottato dal pubblico ministero è revocato o perde comunque efficacia. Quando è adottato dal pubblico ministero decreto motivato per le finalità suindicate è omessa la menzione delle generalità del denunciante nella documentazione da acquisire ai fascicoli formati ai sensi degli articoli 408, comma 1, e 416, comma 2, del codice di procedura penale, fino al provvedimento che dispone il giudizio o che definisce il procedimento.
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