Economia

Un anno di bollette pagate se fai questi lavori: possono usufruirne tutti

Un anno di bollette pagate se fai questi lavoriDi addio alle bollette per un anno intero - guidaeconomica.it

La nuova Legge di Bilancio introduce un bonus che cambierà completamente il rapporto delle famiglie con bollette e utenze domestiche.

Nel 2026 i lavoratori dipendenti potranno continuare a beneficiare del bonus bollette in busta paga, grazie alla conferma dei fringe benefit dedicati alle utenze domestiche. La Legge di Bilancio 2026 ha mantenuto invariata la disciplina che consente alle aziende di rimborsare ai dipendenti le spese sostenute per luce, gas e acqua.

Si tratta di un’agevolazione molto apprezzata, perché permette di alleggerire il peso delle bollette annuali senza generare reddito imponibile ai fini fiscali. Il rimborso viene riconosciuto direttamente in busta paga e può coprire una parte significativa dei costi sostenuti per le utenze domestiche.

Il nuovo Bonus Bollette 2026

La misura è completamente a discrezione del datore di lavoro, che può decidere se attivarla e in quale misura applicarla ai propri dipendenti. L’importo massimo erogabile varia in base alla presenza di figli a carico, secondo quanto previsto dall’articolo 51, comma 3 del TUIR.

Un anno di bollette pagate se fai questi lavori

Il nuovo Bonus Bollette copre fino a 12 mesi – guidaeconomica.it

Per la generalità dei lavoratori il limite è fissato a 1.000 euro annui, mentre per chi ha figli a carico la soglia sale a 2.000 euro complessivi. Rientrano nella categoria dei figli a carico anche quelli nati fuori dal matrimonio, adottivi, affidati o affiliati, purché rispettino i requisiti reddituali previsti.

Il limite di reddito è pari a 2.840,51 euro annui, che sale a 4.000 euro per i figli fino a 24 anni di età. Questi importi comprendono l’insieme dei beni e servizi erogati come fringe benefit nel corso dell’anno, non solo il rimborso delle bollette.

Non bisogna confondere il bonus bollette con le agevolazioni gestite da ARERA, perché rientra esclusivamente nella disciplina dei fringe benefit aziendali. Le aziende non includono le somme erogate o rimborsate nel reddito imponibile, ma a condizione che non superino il limite previsto per ciascun dipendente.

Se la soglia di 1.000 o 2.000 euro viene superata, l’intero importo erogato nell’anno diventa automaticamente imponibile ai fini IRPEF. Il datore di lavoro deve quindi monitorare attentamente il totale dei benefit riconosciuti per evitare conseguenze fiscali indesiderate per il dipendente.

La disciplina resta identica a quella applicata negli anni precedenti, senza modifiche sostanziali introdotte dalla nuova manovra. Per quanto riguarda le regole operative, continuano a valere le indicazioni fornite dall’Agenzia delle Entrate con la circolare 23/2023.

Il rimborso può riguardare utenze domestiche relative a immobili posseduti o detenuti dal dipendente, dal coniuge o dai familiari, anche senza residenza. Sono incluse anche le utenze condominiali ripartite tra i condomini e quelle intestate al proprietario dell’immobile ma riaddebitate al lavoratore in caso di affitto.

Il datore di lavoro deve acquisire e conservare la documentazione delle spese, oppure una dichiarazione sostitutiva che attesti il possesso delle fatture. Questa procedura garantisce la corretta applicazione dell’agevolazione e tutela entrambe le parti da eventuali contestazioni future.

Change privacy settings
×